I mercati hanno reagito positivamente alle voci su possibili nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio Brent è sceso a 95,05 dollari al barile, dai 103 di due giorni fa. Il Wti americano è scambiato a 91,1 dollari.
La borsa di Milano ieri è salita dell’1,36%, con l’indice Ftse Mib tornato sopra i 48mila punti per la prima volta dal 2000. Oggi in avvio è piatta, +0,03%. Nel resto d’Europa Londra e Francoforte +0,10%, mentre Parigi scende dello 0,60%, appesantita dal settore lusso.
Sul listino Cac40 francese Hermès International scende del 12% dopo i conti trimestrali sotto le attese. Conti che penalizzano anche Kering (casa madre anche di Gucci), in calo dell’8,5%. Lvmh, che li ha pubblicati nei giorni scorsi, segna -1,4%.
Il comparto lusso è sotto pressione anche a Piazza Affari: -2,48% per Moncler, -1,30% per Brunello Cucinelli, -2,26% per Salvatore Ferragamo.
Sotto osservazione Stellantis, che nel primo trimestre ha visto le consegne di auto salire del 12% e ha visto segnali positivi sia nel Nord America che in Europa. Il titolo segna +3,30%, maggior rialzo tra i titoli del Ftse Mib. Segue Mps, +2,51%. Oggi si terrà l’assemblea: si sfidano la lista che candida ad amministratore delegato Fabrizio Palermo e quella che punta alla riconferma di Luigi Lovaglio.
In Asia ha brillato ancora una volta la borsa di Seul, +2,20% grazie al settore tecnologico. Di poco positive anche quelle di Tokyo, Shanghai e Hong Kong.
Ieri la tecnologia ha trainato anche Wall Street, quasi +2% per l’indice Nasdaq.
È iniziata la stagione delle trimestrali. Oggi sono stati in linea con le attese quelle del colosso olandese dei semiconduttori Asml, che ha chiuso il primo trimestre con ricavi in calo da 9,71 a 8,77 miliardi di euro, mentre l’utile netto è sceso da 2,84 a 2,75 miliardi.
Ieri sono arrivate le trimestrali di Jp Morgan, Wells Fargo e Blackrock hanno dato segnali per lo più positivi anche se accolti in maniera diversa dagli investitori. Oggi tocca a Bank of America e Morgan Stanley.










