Storie Web mercoledì, Aprile 15

Il tema della donazione di organi torna al centro dell’attenzione pubblica in un momento particolarmente delicato, segnato soprattutto dal caso di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo sottoposto a trapianto cardiaco all’ospedale Monaldi di Napoli e poi deceduto, su cui la procura ha aperto un’indagine. La vicenda ha contribuito a far vacillare la fiducia nel sistema nazionale dei trapianti.
In questo contesto si inserisce la nuova campagna nazionale «Dai voce al tuo sì. Scegli di donare», promossa dal Ministero della Salute e dal Centro nazionale trapianti, in occasione della Giornata nazionale della donazione del 19 aprile in collaborazione con le principali associazioni di settore.
Dal 12 al 25 aprile, su tutte le reti televisive nazionali e su moltissime emittenti locali, sarà diffuso uno spot diffuso anche in versione radiofonica sulle principali stazioni nazionali e locali.
A illustrare l’iniziativa sono stati il ministro della Salute Orazio Schillaci, il direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin e l’attore e doppiatore Luca Ward, protagonista dello spot.

Campagna donazione organi (ministero salute)

L’incertezza

Secondo i risultati di una recente indagine realizzata da Noto Sondaggi per il Centro nazionale trapianti, quasi il 40% di chi rinnova la carta d’identità scopre soltanto allo sportello del Comune di poter esprimere la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. Un dato che evidenzia il peso dell’«effetto sorpresa» su una scelta che dovrebbe invece essere più consapevole e maturata per tempo: un cittadino su due, infatti, secondo l’indagine, decide sul momento che cosa dichiarare. Proprio le decisioni prese all’ultimo minuto risultano quelle più esposte al rifiuto o alla mancata espressione della volontà: il 58% di chi ha detto no lo ha deciso proprio davanti allo sportello, così come quasi l’80% di chi si è astenuto.

Il 2025 è stato l’anno migliore di sempre per la rete trapiantologica italiana, con 2.164 donazioni di organi (+3,2%) a partire da oltre 3.200 segnalazioni di potenziali donatori provenienti dalle rianimazioni. I trapianti effettuati sono stati 4.697, 55 in più rispetto all’anno precedente.

Il tasso nazionale ha raggiunto i 30,2 donatori per milione di persone, un livello che colloca l’Italia tra i Paesi più avanzati in Europa. A trainare la crescita sono alcune regioni con performance particolarmente elevate, come Veneto, Toscana e Piemonte, ma segnali positivi arrivano anche dal Mezzogiorno, dove si registrano incrementi significativi dei tassi di donazione.

Un sistema in crescita

Nel dettaglio delle tipologie di intervento, l’aumento più marcato riguarda i trapianti di cuore, passati da 413 a 461 in un anno (+11,6%). Restano stabili i trapianti di rene (2.347), mentre quelli di fegato sono in lieve crescita (1.770). Si aggiungono inoltre 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas, a conferma della varietà e complessità delle attività svolte.
Un contributo importante arriva anche dai trapianti da donatore vivente, che nel 2025 sono saliti a 382 (357 di rene e 25 di fegato), e che rappresentano una quota significativa dell’attività complessiva. Nel complesso, in Italia si registrano 73,4 trapianti per milione di abitanti, con punte particolarmente elevate in alcune regioni del Nord.
A fronte di questi risultati, resta stabile la percentuale delle opposizioni al prelievo nelle rianimazioni, pari al 28,8%, un dato che conferma come la crescita del sistema conviva ancora con elementi di criticità sul piano delle scelte individuali.

Condividere.