Imprimere una svolta di qualità e rinforzare il flusso di enoturisti in Friuli. Sono gli obiettivi dell’investimento effettuato dall’azienda Zorzettig nella nuova cantina Viva appena inaugurata. I Zorzettig sono nei Colli Orientali del Friuli da molti anni. «Abbiamo trovato bottiglie del 1874, con etichette scritte a mano e prodotte dalla mia famiglia – spiega Annalisa Zorzettig –. Fino agli anni 70-80 del ’900 tutto era gestito da tre fratelli. Dei tre quello che aveva l’anima più vignaiola era mio padre che a partire dalla fine degli anni ’70 ha preso le redini della cantina».
È in questa fase che l’azienda cresce di dimensione acquisendo vigneti (tra Spessa, Ipplis e Prepotto) e nuove strutture. «La nuova cantina – prosegue Zorzettig – nasce da una necessità di razionalizzare e concentrare in un unico luogo produzione e imbottigliamento che invece erano prima diffuse sul territorio. All’architetto ho dato poche indicazioni: spazi ampi per garantire qualità al lavoro, zona imbottigliamento luminosa e corridoi larghi per spostare le merci. Poi ho chiesto di mantenere il cavedio doppio al centro del fabbricato per garantire umidità e ventilazione il più possibile naturale. Abbiamo progettato e realizzato una cantina pensando a chi ci lavora dentro ma sembra quasi fatta per viverci».
Cantina Viva ha richiesto un investimento di circa 10 milioni a un’azienda con 120 ettari di vigneti che in media ne fattura cinque. Le bottiglie prodotte sono 850mila e per il 50% vanno all’estero. La struttura guarda anche all’enoturismo. «Noi friulani sembriamo riservati e schivi – prosegue Zorzettig – ma in realtà l’ospitalità è parte di noi. Io ho sempre vissuto con i clienti, col ristoratore o con gli amici che venivano in azienda a degustare i nostri prodotti. Con la nuova cantina avremo spazi per ricevere gruppi fino a 25 persone».
Zorzettig negli anni si è sempre più focalizzata sui vitigni autoctoni, Friulano e Ribolla gialla (anche spumante) tra i bianchi e Refosco, Pignolo e Schioppettino (di Prepotto) tra i rossi. «Grazie a investimenti sui contenitori di cemento, di cocciopesto e a test su varie tipologie di botti otterremo importanti miglioramenti qualitativi. Puntiamo soprattutto a rafforzare la linea premium Myò che vorremmo far crescere da 25mila a 50mila bottiglie».
