Una volta volevamo un vino “importante”. Oggi, sempre più spesso, ne cerchiamo uno che non ci impegni troppo.
Non è soltanto una questione di gusto. È cambiato il bicchiere, certo, ma soprattutto siamo cambiati noi. E il vino, che ha il brutto vizio di raccontare molto bene la società in cui vive, se n’è accorto prima di tutti.
Per anni abbiamo inseguito il rosso strutturato, potente, preferibilmente barricato. Doveva avere carattere, complessità, persistenza. Doveva lasciare il segno e, magari, far capire a chi ci sedeva accanto che sapevamo riconoscerlo.
Oggi chiediamo più spesso freschezza, bevibilità, leggerezza. Cerchiamo qualcosa di agile, immediato, capace di stare a tavola senza prendersi tutta la scena. Parole che, a pensarci bene, sembrano uscite dal bicchiere e finite direttamente nel nostro modo di vivere.












