L’autorità di vigilanza bancaria tedesca BaFin vieta da questa sera a Unicredit di fare «dichiarazioni in conferenze» o «dialoghi con gli analisti» o «pubblicazioni sui social networks» accessibili al pubblico che descrivono la situazione economica di Commerzbank e delle sue controllate in modo negativo o sensazionalistico. Il divieto si estende a dichiarazioni pubbliche che descrivono la banca come gestita in maniera non adeguata, con un orientamento di breve termine. Questo divieto è mirato alle dichiarazioni di Unicredit relative a Commerzbank in quanto banca oggetto dell’Offerta pubblica di scambio di azioni resa nota il 16 marzo da Gae Aulenti: il divieto scadrà alla fine del periodo dell’offerta.
Questo intervento di BaFin, soprattutto per la sua durezza, non ha precedenti in Germania, stando a fonti bene informate.
In una call con gli analisti lo scorso lunedì l’ad di Unicredit ha criticato aspramente il modo in cui Commerzbank viene gestita. Andrea Orcel non si è limitato a sostenere che la seconda banca tedesca ha una performance inferiore alle sue potenzialità, o che il prezzo del titolo in Borsa non rappresenta i fondamentali, ma ha anche detto che l’attuale modello di business di Commerzbank guarda troppo al breve termine ed espone la banca a rischi di medio termine che potrebbero portare a una nuova ristrutturazione. Questi giudizi sono stati diffusi successivamente anche nei social networks e in interviste.
Questo allarmismo che ha esaltato rischi che la Commerzbank starebbe presumibilmente correndo esponendo i suoi azionisti, un duro monito che può creare turbolenze sul mercato, è stato respinto dalla stessa Commerzbank in un lungo comunicato pubblicato la sera stessa di lunedì. Nel comunicato la banca ha descritto l’approccio di Unicredit «aggressivo, ostile e fuorviante». L’ad della banca tedesca Bettina Orlopp si è detta stupita «che UniCredit abbia impiegato più di 18 mesi per presentare un piano unilaterale che denota una mancanza di comprensione di base dei fattori trainanti del nostro modello di business, nonostante gli incontri regolari con gli investitori tenutisi in questo periodo». La banca ha registrato nel 2025 i migliori risultati della sua storia.
La BaFin, nella sua decisione in tarda serata, ha affermato che gli annunci e le dichiarazioni pubbliche di UniCredit su Commerzbank sono stati «provocatori e non oggettivi», in quanto contenevano «speculazioni sulla situazione finanziaria di Commerzbank».








