Storie Web venerdì, Aprile 24

«Bisogna considerare che l’approvvigionamento energetico complessivo rappresenta il 25% del nostro consumo energetico finale, ovvero il 25% in meno rispetto, ad esempio, agli Stati Uniti o alla Cina. Questa situazione deve cambiare e cambierà. Per questo motivo accelereremo l’elettrificazione della nostra Unione. Entro l’estate presenteremo il piano d’azione per l’elettrificazione con un avvio ambizioso, perché il messaggio generale di ieri è stato: molta più energia pulita e sostenibile». Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro.

«Non si tratta solo di accessibilità economica, ma anche di sicurezza e indipendenza economica. Passando alla nostra Agenda per la competitività, proprio stamattina, in qualità di Presidente della Commissione europea, ho firmato la tabella di marcia per un’Europa unica, finalmente con una data precisa», aggiunge.

Da Bruxelles una “cassetta degli attrezzi” contro la crisi energetica

«Il conto dell’import di fonti fossili è aumentato di 25 miliardi»

«L’impatto della crisi è tangibile, il conto dell’import di fonti fossili è aumentato di 25 miliardi. Dobbiamo ridurre la nostra iper-dipendenza da fonti fossili, dobbiamo spingere le nostre risorse energetiche accessibili e pulite, come le rinnovabili e il nucleare». ha detto ancora von der Leyen.

Sono necessarie nuove risorse

«Se vogliamo» garantire le risorse necessarie per ripagare il debito del Recovery e finanziare le nuove priorità dell’Ue e quelle storiche, «esiste una sola soluzione: nuove risorse proprie, che sono indispensabili», ha aggiunto von der Leyen al termine del vertice di Cipro. «Ho presentato i diversi elementi del pacchetto di nuove risorse proprie. Senza di esse, la scelta è netta: o aumentano i contributi nazionali o si riduce la capacità di spesa. Non ci sono alternative. Una minore capacità di spesa significherebbe meno Europa proprio quando serve più Europa».

Valutare azioni contro la crisi di Hormuz, come l’ampliamento di Aspides e il corridoio Imec

«La sicurezza» dell’Ue e del Golfo «è legata in maniera intrinseca. Una minaccia a una nave mercantile nello stretto di Hormuz è una minaccia a una fabbrica, per esempio, in Belgio. Ho per questo proposto di andare oltre la gestione reattiva delle crisi. Potremmo considerare di ampliare la portata di missioni come l’Operazione Aspides, passando dalla mera protezione a un sofisticato coordinamento marittimo congiunto, ha detto ancora Ursula von der Leyen.

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