Storie Web lunedì, Ottobre 19

Il governo cerca una risposta ai disordini degli ultimi giorni e guarda soprattutto ai giovani coinvolti negli episodi di violenza.

A Palazzo Chigi si è tenuto il vertice sull’ordine pubblico convocato da Giorgia Meloni dopo quanto accaduto a Milano. Sul tavolo, le valutazioni dei servizi di intelligence, la gestione delle manifestazioni e la possibilità di introdurre nuove misure contro chi trasforma i cortei in occasioni di scontro. 

Alla riunione, durata circa un’ora e mezza, hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini, collegato da remoto, e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici delle forze di polizia e dell’Intelligence. 

La linea indicata dalla premier è quella di colpire chi sfrutta le manifestazioni legittime per “seminare violenza e caos”, mantenendo distinta la responsabilità di chi commette reati dal diritto di scendere in piazza. Il vertice è servito a fare il punto sulla situazione, ma non ha prodotto l’annuncio di un nuovo decreto già pronto. 

Una delle ipotesi in discussione nella maggioranza riguarda i minorenni, con un intervento ispirato al decreto Caivano del 2023, che ha introdotto misure per affrontare il disagio giovanile e contrastare la criminalità. La proposta è ancora da definire e richiede approfondimenti giuridici e istituzionali, e soprattutto il confronto con il Quirinale. 

Forza Italia ha avanzato un’altra proposta: convocare un Consiglio dei ministri a Milano, per testimoniare la vicinanza dello Stato ai cittadini e agli esercenti colpiti dai disordini. L’idea non è stata ancora trasformata in una decisione ufficiale. 

Sul fronte delle norme, Salvini chiede di accelerare il disegno di legge sulla sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri a luglio e attualmente all’esame del Senato. Il leader leghista vorrebbe anticipare con un decreto le misure ritenute più urgenti. Al momento, tuttavia, non risulterebbe pronta una bozza definitiva da sottoporre al Consiglio dei ministri. 

Tra i punti più discussi c’è il fermo preventivo, tornato al centro del dibattito dopo gli scontri del 31 gennaio a Torino, durante il corteo legato alla vicenda Askatasuna. Salvini vorrebbe estenderlo anche ai minorenni, mentre le opposizioni ne contestano l’efficacia e richiamano l’attenzione sulle garanzie individuali. 

Il disegno di legge contiene anche disposizioni più severe per i danneggiamenti commessi in gruppo. Per il reato commesso da cinque o più persone è prevista un’aggravante che può portare la pena fino a cinque anni di reclusione, con una multa fino a 15.000 euro. Il testo contempla inoltre l’arresto differito nei casi previsti e la procedibilità d’ufficio per determinate lesioni ai danni degli agenti nell’esercizio delle loro funzioni. 

Sono però misure ancora nel percorso parlamentare, il passaggio decisivo sarà capire quali proposte la maggioranza intenda accelerare e se sceglierà la strada di un nuovo decreto oppure quella dell’iter ordinario.

Le opposizioni contestano l’orientamento verso nuove restrizioni e chiedono conto dell’efficacia delle misure già adottate. Il confronto si concentra su due questioni distinte: da una parte, la necessità di intervenire rapidamente contro le violenze; dall’altra, l’effettiva applicazione delle norme esistenti e il rispetto delle garanzie costituzionali.

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