Storie Web lunedì, Ottobre 19

Gli investimenti sostenibili, nonostante le critiche di Donald Trump, continuano a essere centrali nei portafogli internazionali. Secondo i dati Morningstar del secondo trimestre 2026, il patrimonio globale in fondi sostenibili ha toccato quota 3,7 trilioni di dollari con una raccolta netta positiva di 3,7 miliardi.

La gran confusione generata dalle norme degli euroburocrati in questo settore, ha creato però tanti dubbi negli investitori. L’asticella dei filtri Esg prima è stata alzata tantissimo e poi, dopo l’ondata Usa anti-green, è stata fatta una netta retromarcia.

Il confronto

Per capire oggi come investono i prodotti sostenibili, senza ingolfarci nella normativa di Bruxelles, è stato realizzato un confronto tra i portafogli di 5 Etf della stessa casa d’investimento, iShares, tra i leader del settore: il campione è composto da un Etf tradizionale e da 4 varianti sostenibili. Ad effettuare l’analisi è stato Matteo Todeschi, fondatore di Investimi.com, portale indipendente di divulgazione ed educazione finanziaria.

I prodotti monitorati sono i seguenti: iShares Core Msci World (IE00B4L5Y983), iShares Msci World Screened (IE00BFNM3J75), iShares Msci World Ctb Enhanced Esg (IE00BHZPJ569), iShares Msci World Paris Aligned Climate (IE00BMXC7W70) e infine iShares Msci World Sri (IE00BYX2JD69). I dati dei portafogli sono al 21 settembre mentre i rendimenti sono al 30 settembre.

«Screened, Ctb e Paris Aligned escludono alcune attività e controversie – viene spiegato nel report –. Lo Screened lascia poi i pesi come nel World, mentre Ctb e Paris Aligned li ricalcolano per rispettare gli obiettivi sulle emissioni. Lo Sri seleziona invece, settore per settore, le società con i giudizi Esg migliori, fino a coprire circa un quarto del valore di ciascun settore».

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