L’annuncio di una mobilitazione permanente, i video dei partecipanti che rivendicano di “redistribuire la ricchezza” e un indirizzo e-mail a cui rivolgersi se si è stati fermati dalla polizia. Sono alcuni dei primi contenuti pubblicati sulla pagina Instagram dal Movimento del 17 ottobre, il gruppo nato nel clima delle contestazioni che hanno attraversato diverse città italiane e soprattutto Milano, lo scorso fine settimana, sabato 17 e domenica 18 ottobre.
Nella descrizione del profilo, il Movimento si presenta con queste parole: “Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l’unica violenza nel manganello degli sbirri”. Accanto ai messaggi di rivendicazione, compare anche l’invito a entrare nel canale Telegram del gruppo, indicato come uno spazio per confrontarsi e organizzare i prossimi appuntamenti. I social diventano così uno strumento per coordinare le iniziative e mantenere attiva la mobilitazione anche dopo le manifestazioni del fine settimana.
Il primo post pubblicato sulla pagina contiene un messaggio diretto: “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo”. Il testo prosegue respingendo le accuse rivolte ai manifestanti: “Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide”. Parole che restituiscono la linea comunicativa scelta dal Movimento, che respinge le contestazioni sulla violenza durante le proteste e attribuisce le responsabilità al sistema contro cui si mobilita.
Il profilo Instagram è il manifesto attraverso con cui il Movimento annuncia le prossime iniziative. In un post messo in evidenza sono indicate le città coinvolte nel programma di mobilitazione permanente: Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova. L’appuntamento è ogni sabato alle 15, con l’obiettivo di dare continuità alle proteste e mantenere attivi gli spazi di partecipazione.
Tra i primi contenuti pubblicati c’è anche un video in cui alcuni ragazzi, che hanno preso parte al saccheggio di alcuni negozi nel centro di Milano lo scorso fine settimana, consegnano a un senzatetto parte della merce sottratta. Il filmato è accompagnato dalla dicitura “Esproprio proletario, redistribuzione della ricchezza”.
