Il Tribunale di Aosta ha dichiarato decaduto il presidente della Regione Renzo Testolin perché ineleggibile in base alla legge regionale sui limiti di mandato. I magistrati hanno così accolto il ricorso promosso dai consiglieri di opposizione Avs. L’annuncio è stato dato proprio dal coportavoce di Avs, Angelo Bonelli.
Il limite dei tre mandati
Governatore della Valle d’Aosta dal 2 marzo 2023 e confermato il 6 novembre 2025, Renzo Testolin, 57 anni, esponente di primo piano dell’Union valdôtaine, è risultato il primo degli eletti con 3.808 preferenze personali nelle ultime elezioni regionali. La sua nomina a capo di un esecutivo sostenuto dagli autonomisti e da Forza Italia è stata da subito al centro di una querelle, politica prima e giudiziaria dopo, sull’interpretazione della legge regionale che fissa il limite di tre mandati per gli incarichi di governo. Testolin è stato componente della giunta regionale, prima come assessore e poi come presidente, per tre legislature consecutive, oltre a essere stato nuovamente eletto in quella in corso.
I motivi dello stop
Secondo il Tribunale di Aosta, che ne ha dichiarato la decadenza del presidente della Regione, il «prioritario criterio dell’interpretazione letterale è anche dirimente nel senso che l’espletamento di un terzo mandato è consentito nel solo caso in cui uno dei due mandati precedenti, il primo o il secondo, abbia avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, non consentendo il legislatore regionale di ricoprire cariche all’interno della giunta per quattro legislature consecutive».
Bonelli: ora nuova giunta senza gli attuali presidente e vice
«Ringrazio – ha precisato Bonelli in una nota – i consiglieri regionali Avs per la determinazione e il coraggio dimostrati. Questo è il modo in cui facciamo politica: con coerenza, nel rispetto delle istituzioni, dei cittadini e della legalità».
«Il presidente Testolin e la sua maggioranza Forza Italia – Union Valdotaine ora decadono e dovranno formare una nuova Giunta senza l’attuale presidente e vice, dichiarati ineleggibili», ha concluso Bonelli.
