Storie Web giovedì, Febbraio 26

Le critiche palestinesi e della sinistra israeliana

Il movimento islamista Hamas ha parlato di «precedente pericoloso» e di «riconoscimento di fatto della legittimità degli insediamenti e del controllo dell’occupazione sulla Cisgiordania». A Ramallah, la Commissione palestinese per la resistenza alla colonizzazione e al muro ha denunciato una violazione del principio di «non riconoscimento dell’illegalità», accusando Washington di consolidare la realtà degli insediamenti e di offrire loro «copertura politica aggiuntiva», in contrasto con l’impegno dichiarato a favore della soluzione dei due Stati.

Anche a sinistra, in Israele, la mossa è letta come un segnale politico inequivocabile. L’avvocato per i diritti umani Michael Sfard osserva che Efrat — circa 13mila abitanti, a meno di 13 chilometri dall’ambasciata americana a Gerusalemme — dipende già dalla città per la maggior parte dei servizi. «Non può essere interpretato in altro modo se non come una dichiarazione politica di legittimazione degli insediamenti», sostiene.

L’ombra dell’annessione

I critici liberal sottolineano inoltre la contraddizione apparente con le ripetute dichiarazioni del presidente Donald Trump contro l’annessione formale della Cisgiordania. L’attuale ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, è da tempo considerato vicino alle posizioni favorevoli all’annessione.

Secondo Nadav Tamir, direttore esecutivo in Israele della lobby liberal J Street, gli sportelli consolari negli insediamenti rappresentano una «riconoscimento strisciante della sovranità», analogo a quella che molti definiscono «annessione strisciante» da parte israeliana. «Poiché Trump ha detto no all’annessione, si cercano piccoli passi sotto traccia», afferma.

Una lettura condivisa da Daniel C. Kurtzer, già ambasciatore americano in Israele sotto presidenti repubblicani e democratici, secondo cui tali iniziative riflettono la continuità con l’approccio della prima amministrazione Trump, quando nel 2019 Washington dichiarò che gli insediamenti non erano «di per sé incompatibili con il diritto internazionale» e chiuse il consolato americano a Gerusalemme storicamente dedicato ai palestinesi.

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