Storie Web giovedì, Maggio 28

Arriva un’accelerazione verso un percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. La proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali, anche per la Moldavia, dovrebbe essere presentata dalla commissione al consiglio Affari generali del 16 giugno, poi si potrà esprimere il summit dei leader in programma il 18 e 19. La svolta arriva a ridosso dell’uscita di scena di Viktor Orban e dell’ascesa al governo ungherese di Peter Magyar. 

In Italia produce la dura reazione della Lega, assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione di Kiev nell’Unione europea, come afferma in una nota che mette di nuovo in risalto il disallineamento sul tema tra alleati di governo.

Alla presa di posizione leghista non viene attribuito troppo peso ai piani alti del governo, al di là della normale dialettica politica. Giorgia Meloni fa filtrare che la politica del governo sull’Ucraina non cambia. Per noi la priorità sono i Balcani, chiarisce anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, fermo restando che Ucraina e Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Unione europea. La posizione italiana potrebbe essere delineata nelle comunicazioni che la premier terrà in Parlamento l’11 giugno prima del Consiglio europeo. 

La posizione della Lega non è una novità, ma i toni sono decisamente più duri del solito. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, sostiene il partito di Matteo Salvini, Kiev nella Unione europea rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni. Per i meloniani la linea resta quella del sostegno al percorso europeo dell’Ucraina, fermo restando che deve andare di pari passo con quello avviato da tempo dai paesi balcanici. 

Il Partito democratico esorta Meloni: “Sconfessi i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire una agenda filorussa”.

 

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