Storie Web venerdì, Luglio 24

Governo al lavoro sul caro benzina. Lo fanno sapere fonti di palazzo Chigi sottolineando che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un confronto con il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. Al centro del colloquio, spiegano le stesse fonti, ‘la situazione economica generale, con particolare attenzione all’andamento dei prezzi dei carburanti’. ‘Il Governo sta approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili’. 

“Noi continuiamo a proporre loro di riattivare il meccanismo delle accise mobili, come avevamo suggerito qualche mese fa quando è scoppiata questa nuova guerra illegale che non solo produce vittime, ma produce anche purtroppo danni economici molto ingenti anche per il nostro Paese e le nostre imprese”. Così Elly Schlein, ad Aquileia, in Friuli, per la Festa dell’Unità. “Il governo ancora non ha fatto nulla” ha aggiunto, rispondendo ai giornalisti sul caro carburanti. “Ieri hanno fatto un Consiglio dei Ministri, sono riusciti a non decidere un intervento sulla benzina, sul caro carburante”. 

“Questo è un appello ai super ricchi: avete visto che cosa è successo in Gran Bretagna? Una cosa interessante, 120 multimilionari inglesi hanno scritto al nuovo primo ministro e gli hanno scritto una cosa molto semplice, gli hanno detto: tassaci di più, chiedici qualcosa in più perché per noi non è un problema. Appena ho letto questa notizia mi è venuta un’idea”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un video sui social. “Ho pensato di rivolgermi a voi – prosegue il leader rossoverde – ai super ricchi, ai grandi ricchi, a chi ha grandi patrimoni e grandi ricchezze nel nostro Paese. Ce ne sono tanti. Il mio è un appello alla generosità di queste persone, alla vostra generosità, perché la vostra generosità potrebbe aiutarci a spiegare una cosa molto semplice e al tempo stesso molto importante: che chiedere qualcosina in più a chi ha tantissimo non fa male a chi ha tantissimo, ma può fare molto bene a chi ha troppo poco, a chi ha diritti negati perché mancano le risorse per finanziare i servizi fondamentali di interesse generale”. “Insomma – conclude Fratoianni – si tratta di recuperare un principio di solidarietà oltreché di giustizia fiscale. Sarebbe un bel gesto. Ecco mi piacerebbe se da qualcuno di voi, di chi oggi sa di detenere una grande ricchezza che lo mette nella condizione di non avere problemi per il presente e per il futuro suo e della sua famiglia, arrivasse una risposta, una risposta di disponibilità, anche solo a discuterne, perché sarebbe un bel segno”. 

‘Apprendo che il legale del Sig. Carroccia starebbe depositando le famose ‘chat’. Non ho alcun problema che ciò avvenga anche per il loro valore chiarificatorio dell’intera vicenda. Le interlocuzioni di carattere amichevole sono e restano tipiche del dialogo che si può avere con un ristoratore romano del quale confermo non ho mai nemmeno supposto coinvolgimenti veri o presunti con ambienti criminali. Alla Giunta per le Autorizzazioni avevo depositato una memoria, senza prendere posizione, sull’eventuale consegna non già perché non creda nelle garanzie costituzionali a salvaguardia della riservatezza e della libertà delle conversazioni e della corrispondenza degli eletti, ma perché personalmente coinvolto. Ora sono salve le prerogative parlamentari previste dalla Costituzione e il deposito delle chat, per altra via, dimostrerà, finalmente e senza ombra di dubbio, la totale estraneità non solo del sottoscritto, ma anche della attività di ristorazione a qualsivoglia logica criminale’. È quanto dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia. ‘Per mesi, pur non essendo indagato, ho dovuto subire la macchina del fango di esponenti politici le cui amministrazioni locali di riferimento venivano sciolte per infiltrazioni mafiose. Spero che ora si possa discutere seriamente di amministrazioni infiltrate dalla mafia e non di chi, pur non essendo neanche indagato, ha rassegnato le dimissioni per rispetto delle istituzioni’, conclude l’ex sottosegretario alla Giustizia.

 ‘La riforma sulla imputabilità dei minori costituisce l’ennesimo tassello di una politica che pone irragionevolmente in conflitto i due termini della sicurezza e del diritto, che in realtà non possono mai essere disgiunti’. Lo dice il presidente dell’Unione delle Camere penali Francesco Petrelli, in merito alla norma approvata in Cdm che modifica l’imputabilità dei minori. ‘Non si deve dimenticare come le neuroscienze contraddicano l’idea che un minore sia oggi più maturo solo perché immerso in un flusso maggiore di informazioni – aggiunge -. Si tratta di un intervento caratterizzato da ateismo scientifico e dotato di una natura esclusivamente simbolica, la cui pericolosità sta nello scardinamento di principi fondamentali dell’ordinamento penale che potranno aprire la strada a ulteriori interventi come quello relativo alla riduzione dei limiti di età per l’imputabilità stessa’.

“Avere 16 o 17 anni oggi è diverso da quando li avevo io negli anni 90, e quindi onori e oneri se commetti un reato non ti puoi nascondere dietro la minore età, mettiamola così’. Così il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ai microfoni della trasmissione ‘Gli inascoltabili’ su Radio Roma Sound parlando del disegno di legge in materia di imputabilità del minore approvato ieri dal Consiglio dei ministri. ‘Con questa norma si ribalta la situazione – spiega – si dà per scontato che a 14, 15, 16, 17 anni tu sei consapevole di quello che fai e delle conseguenze a meno che non venga dimostrato che non eri in grado di intendere e di volere, quindi si ribalta il principio. Dico che è giusto, lo dico anche da genitore’. ‘La riabilitazione c’è e ci sarà anche da domani.

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