Due persone sono morte e altre dieci sono rimaste ferite negli attacchi con droni delle forze russe contro Zaporizhzhia e il suo distretto. Lo riporta Ukrainska Pravda citando il capo dell’amministrazione militare regionale Ivan Fedorov secondo cui le truppe russe hanno effettuato 19 raid aerei contro insediamenti nella regione.
Russia abbatte 25 droni diretti verso Mosca, colpite le regioni di Tula e Nizhny Novgorod
Nel frattempo, gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo non si fermano. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, citato da Interfax, ha reso noto che il sistema di difesa aerea russo ha abbattuto 25 droni diretti verso la capitale. I droni ucraini hanno preso di mira nella notte anche le regioni russe di Tula e Nizhny Novgorod, secondo quanto riferito dal Kyiv Independent, che cita il canale di monitoraggio Exilenova Plus su Telegram. Testimoni hanno segnalato esplosioni a Novomoskovsk, nella regione di Tula, mentre droni sarebbero stati abbattuti vicino a un edificio residenziale nella città di Dzerzhinsk, nella regione di Nizhny Novgorod. Il governatore della regione di Tula, Dmitry Milyaev, ha confermato un attacco con droni ucraini, affermando che le difese aeree russe ne hanno intercettati 27. «Secondo le informazioni preliminari, non sono stati segnalati danni a edifici o infrastrutture», ha dichiarato.
Fedorov chiede elezioni in Ucraina
Sul fronte della politica interna, secondo l’ex ministro della difesa ucraino Mykhailo Fedorov, Kiev deve trovare un meccanismo per tenere le elezioni in tempo di guerra. In un discorso trasmesso su Youtube, Fedorov ha affermato che «la democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia» e che «è necessario trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico che permetta all’Ucraina di ripristinare un processo democratico a tutti gli effetti anche in caso di guerra prolungata». L’ex ministro ha poi aggiunto: «Combattiamo proprio perché vogliamo rimanere uno stato europeo libero. Pertanto, dobbiamo trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico che permetta all’Ucraina di ripristinare un processo democratico a tutti gli effetti anche in caso di guerra prolungata».
Il discorso di Fedorov arriva dopo un periodo di crisi politica provocata dalla decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di destituirlo dal suo incarico di ministro della Difesa. Una scelta che ha provocato un’ondata di proteste a sostegno di Fedorov, popolare nell’opinione pubblica e tra i militari, che gli riconoscono di aver modernizzato l’esercito nel tentativo di preservare la vita dei soldati. Nel tentativo di correre ai ripari, Zelensky ha proposto a Fedorov altri incarichi governativi, che tuttavia l’ex ministro ha rifiutato. Intanto, è atteso per domani il voto del Parlamento ucraino per confermare Yevhenii Khmara come nuovo ministro della Difesa, incarico che sta attualmente ricoprendo ad interim.
