Secondo funzionari iraniani, Teheran sarebbe pronta a espandere il conflitto in caso di escalation
Media, la Russia ha inviato componenti per droni e munizioni all’Iran
La Russia ha trasferito all’Iran componenti per droni, munizioni ed esplosivi al tritolo, nell’ambito di un sostegno militare destinato a contribuire alla ricostituzione degli arsenali iraniani dopo la guerra con gli Usa. Lo riferisce Nbc News, citando un documento di un governo europeo ottenuto dall’emittente e verificato da un funzionario occidentale. Secondo il documento, i trasferimenti sarebbero avvenuti via Mar Caspio e risalirebbero almeno a luglio. Il materiale comprenderebbe componenti destinati ai droni, munizioni e Tnt, utilizzato come esplosivo. Le forniture russe arriverebbero mentre Teheran cerca di ricostituire le proprie capacità missilistiche e di droni dopo il conflitto con gli Usa.
Media: Trump cambia strategia con Iran, blocca colloqui e punta a soffocarlo gradualmente
Secondo un funzionario statunitense citato dalla Cnn, il presidente Donald Trump ha ordinato ai principali rappresentanti dell’amministrazione di interrompere i colloqui con Teheran. Inoltre, secondo una fonte a conoscenza dei fatti, i funzionari della Casa Bianca hanno recentemente comunicato agli alleati politici di aver modificato la propria strategia, passando da “colpire l’Iran il prima possibile” a “soffocarlo” gradualmente. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, gli Stati Uniti dovrebbero imporre presto nuove e pesantissime sanzioni all’Iran, forse già questa settimana. Trump e il suo entourage, spiega la Cnn, credono che la pressione economica sull’Iran alla fine indurrà il regime ad accettare le sue condizioni per la fine della guerra.
Il presidente Donald Trump fa un gesto mentre sale a bordo dell’Air Force One all’aeroporto di Morristown, domenica 16 agosto 2026, a Morristown, nel New Jersey. (Foto AP/Julia Demaree Nikhinson)
Teheran, correggeremo illusioni Trump sullo stretto di Hormuz
“Proprio come Trump ha correttamente scritto il nome dell’eterno Golfo Persico, presto la sua illusione riguardo lo Stretto di Hormuz sarà corretta o correggeremo noi le illusioni di quest’uomo illuso”. Lo scrive su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in risposta al post che ieri sera Donald Trump ha postato sul suo social Truth con l’immagine dello Stretto di Hormuz su cui è scritto “nuovo territorio Usa” (New US Territory). Anche il principale responsabile della sicurezza iraniana, Mohsen Rezaei, ha deriso Donald Trump per il suo post. Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, ha scritto su X: “Il divario tra l’incapacità dell’America di riaprire lo Stretto di Hormuz e la sua pretesa di esserne proprietaria è maggiore della distanza di 7.000 miglia [11.265 chilometri] tra Washington e lo Stretto stesso”. “Benvenuti nell’ordine post-americano nel Golfo Persico”, ha aggiunto il responsabile della sicurezza di Teheran.
