Di fronte all’instabilità geopolitica e alle incertezze economiche non si rinuncia a viaggiare ma si rivedono i propri piani privilegiando una destinazione più vicina e tagliando le spese non essenziali in altri ambiti per potersi comunque concedere una pausa estiva. È la fotografia fornita dal Global Travel Confidence Index di Allianz Partners, dal quale emerge che a essere più ansiosi riguardo al viaggio sono i viaggiatori sotto i 35 anni rispetto agli over 50.
I timori degli under 35
In particolare la preoccupazione è alta per le malattie (63% contro il 48%), le emergenze (61% contro il 49%), la crisi climatica (61% verso il 46%), le situazioni di salute pubblica (61% contro il 44%), lo smarrimento dei bagagli (61% verso il 41%) o dei documenti di viaggio (60% verso il 40%) e la necessità di riparare o sostituire i dispositivi mobili (48% verso il 29%).
L’intenzione di viaggiare non arretra
L’intenzione di viaggiare a livello globale non arretra: per il sondaggio (condotto da Ipsos su 11.010 persone in 10 mercati chiave, tra cui Italia, Cina, Francia, Germania, Regno Unito, India, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera e Stati Uniti) tre quarti del campione (74%) pianifica una vacanza estiva, una percentuale che per l’Italia è del 67%.
Come detto i viaggi domestici prendono piede: il 42% a livello globale e il 41% di italiani prevedono di trascorrere le vacanze nel proprio Paese.
«Un disperato bisogno di una vacanza»
L’aumento dei costi è la sfida più difficile: il 77% dei viaggiatori globali e il 79% di quelli italiani si dice preoccupato per la crescita dei prezzi. Ma la domanda di vacanze rimane forte: l’86% degli intervistati, e l’85% di quelli italiani, continua a ritenere una vacanza annuale una priorità e più di quattro persone su cinque (82% campione globale) e l’81% degli italiani, affermano di «avere un disperato bisogno di una vacanza» quest’anno. Una prova, si legge nella ricerca, «che il viaggio è visto come un modo per sfuggire allo stato globale di “crisi permanente”».










