«Abbiamo fatto il giro, abbiamo girato in lungo e in largo», ha detto Donald Trump aprendo il suo comizio a Corinth, in Mississippi, riferendosi ai suoi numerosi spostamenti in tutto il Paese a sostegno dei repubblicani in vista delle Midterm del 3 novembre. Il tycoon ha ribadito che, di solito, il partito del presidente «non ottiene buoni risultati» alle elezioni di metà mandato, ma ha aggiunto: «Nessuno ha mai fatto campagna elettorale come me per le elezioni di metà mandato», ha sottolineato il presidente americano in Mississippi per sostenere la senatrice repubblicana Cindy Hyde-Smith sfidata dal democratico Scott Colom.
«Nessuno ha fatto campagna elettorale come noi»
«The Donald» ha espresso la sua determinazione a invertire la tendenza storica per cui le elezioni di metà mandato si risolvono quasi sempre a sfavore del partito del presidente eletto due anni prima. Con voce roca, il tycoon ha sostenuto come i suoi comizi «abbiano cambiato completamente il dibattito» attorno alla campagna elettorale. «Per qualche motivo, i presidenti non ottengono buoni risultati alle elezioni di metà mandato, a prescindere da quanto siano bravi; anche se sono eccezionali, come noi», ha detto Trump. «Ma devo dire che nessuno ha mai fatto campagna elettorale, nessuno ha mai fatto campagna elettorale come ho fatto io in vista delle elezioni di metà mandato», ha ribadito il tycoon.
Il passaggio sulla ballroom e la contestazione
Trump è stato poi interrotto da un contestatore, durante la lunga difesa dei lavori della ballroom e delle altre opere di rinnovo della Casa Bianca, in risposta alle aspre critiche rivolte sul tema dall’ex presidente Barack Obama nel corso del fine settimana. Il tycoon stava replicando all’ex presidente, secondo cui Trump trascorre gran parte del suo tempo occupandosi di ristrutturazioni pacchiane e della costruzione della sfarzosa sala da ballo: quando «The Donald» stava per elencare le statistiche sulla sua gestione dell’economia, il manifestante lo ha interrotto e, mentre veniva trascinato via dalla security, lo si è sentito gridare che il presidente dovrebbe «ficcarsi quella sala da ballo su per il suo grasso c… o!».
L’attacco a Obama
Trump ha attaccato Obama per la battuta secondo cui la Casa Bianca, a causa dei lavori di ristrutturazione voluti da Trump con «oro ovunque», la Casa Bianca «sembra una Cheesecake Factory aperta da Saddam Hussein». E ha detto: «Mi sono preso cura della Casa Bianca. L’ho rimessa a nuovo avvalendomi dei migliori artigiani al mondo. L’abbiamo completamente rinnovata. Era in condizioni terribili», ha detto Trump, aggiungendo che «dobbiamo spiegarlo a Obama, perché non lo capisce, non è una persona intelligente. La Casa Bianca è un simbolo dell’America. Deve essere pulita. Le colonne non possono essere rotte. I mattoni non possono staccarsi. E il fatto che tu dica che si tratta di una “Cheesecake Factory” dimostra proprio perché sei stato un pessimo presidente», ha concluso, riferendosi ancora ad Obama.
Chiudendo un comizio di poco meno di 90 minuti, «The Donald» ha proposto un finale diverso dal solito, più breve. «Rendiamo i prossimi due anni più grandi, migliori e più forti che mai», ha affermato il presidente americano rivolgendosi alla folla, negli sforzi della mobilitazione dell’elettorato repubblicano in vista delle midterm del 3 novembre. «Perché renderemo l’America di nuovo potente, di nuovo ricca, di nuovo sana, di nuovo forte, di nuovo orgogliosa, di nuovo sicura. E, cosa più importante, renderemo l’America di nuovo grande», ha aggiunto, in un crescendo di applausi.











