L’orientamento prevalente della giurisprudenza sul tema delle indennità feriali, rischia di causare extracosti per 200 milioni di euro al settore dei terminal portuali. Lo ha sottolineato Tomaso Cognolato, presidente di Assiterminal, appena riconfermato alla guida della compagine per il triennio 2026-2028, nel corso dell’assemblea pubblica dell’organizzazione, durante la quale sono stati anche celebrati i suoi 25 anni di vita.
Un campanello d’allarme che è stato suonato all’interno di una riflessione articolata sul settore, in cui Cognolato ha espresso tre “desideri” irrinunciabili per il comparto: avere chiari parametri di riferimento (cioè la certezza del diritto) su cui costruire e sviluppare i piani economico finanziari dei terminal portuali; accorpare le competenze degli enti di controllo, in modo che operino uniformemente su tutto il territorio nazionale, secondo una governance coordinata; realizzare una rappresentanza unica del settore portuale, ossia che le tre associazioni datoriali di riferimento (Uniport, Assologistica e Assiterminal) trovino un’unione, ponendo fine all’attuale frammentazione.
Indennità feriali nel mirino
Cognolato, ha posto l’accento sulla questione relativa all’interpretazione giurisprudenziale prevalente in Italia, in linea con una pronuncia della Corte di giustizia Ue, secondo cui le ferie devono essere retribuite al pari dei normali giorni di lavoro. Un orientamento che colpisce duramente il settore marittimo (ci sono già sentenze in questo campo), dove i giorni di operatività del personale sono coperti da numerose indennità che entrerebbero così nella retribuzione del periodo di ferie. Con l’aggravante, per le imprese, sancita dalla Cassazione, di dover riconoscere gli arretrati dal 2007 in avanti.
Questo orientamento, ha affermato Cognolato, «rischia di portare extracosti, nel nostro settore, per circa 200 milioni di euro. Non va meglio al trasporto ferroviario, aeronautico, allo shipping, alla logistica e ad altri mondi operativi. Se la politica non interviene, arginando quantomeno i termini di prescrizione, il sistema avrà certamente delle pesanti ripercussioni».
Riforma porti: «Armonizzare norme e regolamenti»
Il presidente di Assiterminal ha mantenuto una linea cauta in merito al ddl sui porti che deve ancora iniziare il suo iter in parlamento, affermando di condividerne «l’obiettivo di rafforzare il coordinamento sugli investimenti delle Autorità di sistema portuale» ma auspicando «un’armonizzazione di norme e regolamenti» e riservando ad Assiterminal «in quanto stakeholder maggiormente rappresentativo nel dibattito parlamentare, di entrare nel merito di altri aspetti che possano rappresentare una criticità, per quanto attiene ad alcuni meccanismi che abbiamo intravisto».










