I tassisti italiani incrociano le braccia. Le motivazioni dello sciopero del 5 maggio – che vede capofila Napoli e a seguire le altre città italiane – sono da individuare nella dichiarazione di guerra delle auto bianche a quelle nere, ovvero quelle gestite dall’applicazione internazionale Uber e dal sistema di Ncc. Previsto uno stop alle corse dalle 8 alle 22 nelle principali città italiane, trasformando maggio in un mese da bollino rosso a causa delle numerose manifestazioni indette dal trasporto pubblico locale.
La mappatura dei cortei
Allo sciopero indetto a Napoli si sono aggiunte anche Roma, Milano, Torino. Gli unici a rinviare lo sciopero sono stati i tassisti baresi a causa della concomitanza con le celebrazioni di San Nicola. Le altre auto bianche sono pronte a scaldare i motori per la manifestazione indetta domani – 5 maggio – nelle principali città italiane. A Milano è previsto un corteo di 150 macchine in partenza dalla Stazione Centrale con un presidio in piazza della Scala. La sfilata di Napoli partirà da Piazza Garibaldi a Piazza del Plebiscito. Infine, la manifestazione a Roma inizierà da piazza Bocca della Verità con direzione Campidoglio.
Il corteo di Napoli, Gallucci: «Adesione intorno al 90-95%»
«Protestiamo contro l’invasione degli Ncc, che anche grazie alle applicazioni internazionali come Uber, stanno diventando dei tassisti di fatto, aggirando le norme, distruggendo il mercato legale», tuona così contro la Prefettura di Napoli, il segretario nazionale di OR.S.A. Taxi Rosario Gallucci, che prevede inoltre un’adesione che oscilla tra il 90 e il 95%.
I tassisti chiedono più controlli alle istituzioni, ma non solo: lo sciopero è indetto anche per fronteggiare «l’esercito di privati che si pubblicizzano sui social» che secondo il sindacato propone corse a prezzi troppo vantaggiosi. A questo si aggiunge il nodo da sciogliere delle auto di cortesia delle strutture ricettive come B&B che raccolgono i clienti presso punti nevralgici come aeroporto e la stazione centrale dei treni e che, secondo Gallucci, non sarebbe permesso fare.
I tassisti romani verso il Campidoglio
Alla protesta indetta dalla categoria per denunciare le condizioni di lavoro in cui operano, si aggiunge anche un altro nodo da sciogliere, ma che riguarda soltanto i tassisti romani. A fare da cornice al corteo contro le multinazionali, c’è anche quanto stanno vivendo le auto bianche dopo la decisione del Campidoglio di far lavorare i tassisti “a riposo” per fronteggiare l’aumento dei flussi turistici. A non apprezzare la scelta del Comune di Roma sono state diverse sigle sindacali, mentre le auto bianche romane si daranno appuntamento in Campidoglio.
