A Bologna il satellite non si percepisce. Il treno è fermo nella stazione sotterranea dell’Alta Velocità e lo speed test restituisce 11,2 megabit al secondo in download, 12,2 in upload e 90 millisecondi di latenza. Ma sopra il convoglio evidentemente ci sono metri di cemento e Starlink, la rete satellitare di Space X che fa capo a Elon Musk, senza cielo, non lavora. Con lei Italo ha siglato un’intesa per avere connessioni degne di questo nome anche in viaggio.
Bastano dieci minuti e il quadro cambia. Usciti da Bologna verso Milano, il download sale a 137 Mbps, l’upload a 8,7 e la latenza scende a 69 millisecondi. Poco dopo la connessione tocca 192 Mbps. Non sono gli oltre 400 Mbps raggiunti da Italo durante quasi un anno di test sui treni a 300 chilometri orari, ma bastano per capire che il Wi-Fi ferroviario può smettere di essere la lotteria alla quale i viaggiatori si sono abituati.
Coperta oltre la metà della flotta
La promessa dell’operatore ferroviario che fa capo al Gruppo Msc è che tutto questo diventi realtà garantita ai viaggiatori Italo, su qualsiasi treno e in qualsiasi parte d’Italia. «Entro fine anno risulteranno coperti 45 treni su 51. A marzo avremo completato il lavoro sull’intera flotta», dice Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo, parlando al Sole 24 Ore. Oggi i convogli equipaggiati sono 19; entro fine settembre diventeranno 27, oltre metà della flotta. Poi l’accelerazione: 45 entro dicembre e tutti i 51 treni attualmente disponibili a marzo 2027. I nuovi saranno nativamente predisposti, come i treni Siemens destinati alla Germania.
Connessione in viaggio
Di base c’è un nodo che nessuno può nascondere: la qualità della connessione, emblema di uno dei piccoli grandi paradossi della mobilità italiana: viaggiare velocissimi e, contemporaneamente, avere una connessione Internet che non sempre (forse è meglio dire “raramente”) riesce a tenere il passo.
L’intesa fra Italo e Starlink ha, come detto, l’ambizione di mandare tutto questo in soffitta. «L’investimento tecnologico di connessione ha avuto un costo di poco superiore a 10 milioni come installazioni sui treni», precisa La Rocca. A questi si aggiungono «qualche milione di euro all’anno» fra servizio e manutenzione. La connessione non si paga: serve ad alzare la qualità e ad attrarre soprattutto business e turismo internazionale.











