Storie Web giovedì, Settembre 10

Una giornata di malattia in più riconosciuta, senza dover ricorrere necessariamente alla visita a domicilio. È la novità introdotta dall’Inps con le nuove regole sui certificati medici: da settembre il lavoratore che si ammala e riesce a farsi visitare soltanto il giorno successivo potrà ottenere il riconoscimento anche della prima giornata di assenza, a determinate condizioni. Una misura che tiene conto della crescente difficoltà di accedere in tempi rapidi agli studi dei medici di base.

Con la circolare n. 92 del 4 settembre 2026, l’Inps ha modificato le regole sulla decorrenza del certificato medico, ampliando la tutela economica nei casi in cui il lavoratore riesca a farsi visitare dal medico soltanto il giorno successivo alla comparsa dei sintomi. La novità principale riguarda il riconoscimento del giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato, che da oggi può essere coperto anche quando la visita avviene in ambulatorio e non più soltanto in caso di visita domiciliare. 

Come funzionava prima

Fino al 3 settembre, la regola generale prevedeva che la malattia decorresse dalla data in cui il medico compilava il certificato. Era possibile far valere anche il giorno precedente, ma soltanto se il lavoratore aveva ricevuto una visita domiciliare e il medico indicava nel certificato la dicitura “Dichiara di essere ammalato dal…” riferita al giorno prima. Chi invece si recava nello studio del medico il giorno successivo all’insorgenza della malattia rischiava di non vedersi riconosciuta quella prima giornata ai fini della tutela previdenziale. 

Cosa cambia con le nuove regole

L’Inps ha deciso di aggiornare il proprio orientamento tenendo conto delle difficoltà organizzative della medicina territoriale, tra carenza di medici di famiglia, visite su appuntamento e tempi di attesa più lunghi. Da oggi il giorno precedente può essere riconosciuto anche in caso di visita ambulatoriale. In pratica, se un lavoratore si ammala lunedì ma riesce a essere visitato dal medico soltanto martedì, potrà ottenere il riconoscimento anche della giornata di lunedì, purché il medico lo indichi espressamente nel certificato. 

Le condizioni da rispettare

La retroattività non è automatica e resta limitata a un solo giorno. Per ottenere il riconoscimento devono essere rispettate alcune condizioni:

  • il medico deve indicare nel certificato che il lavoratore era ammalato dal giorno precedente;
  • il giorno indicato non può essere antecedente di oltre un giorno rispetto alla data del certificato;
  • il giorno precedente non deve coincidere con un sabato, una domenica o un festivo infrasettimanale. 

L’esclusione dei giorni festivi è legata al fatto che in quei periodi è comunque disponibile il servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica.

Perché la data di inizio è importante

La data riportata sul certificato non è un semplice dettaglio burocratico. Da essa dipendono infatti il calcolo dei giorni di carenza, le percentuali dell’indennità di malattia, la durata massima del periodo indennizzabile e alcuni effetti collegati agli eventuali controlli medico-fiscali.  La nuova disciplina si applica ai certificati redatti a partire dal 4 settembre 2026 e punta a garantire una maggiore tutela ai lavoratori che, pur segnalando tempestivamente il proprio stato di malattia, non riescono a ottenere una visita medica nella stessa giornata.

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