Storie Web martedì, Settembre 29

 

Lo spreco alimentare nelle case degli italiani vale 6,6 miliardi di euro l’anno, 25,74 chili di cibo a testa pari a 112 euro: un fenomeno reso ancora più insostenibile dal sistema agroalimentare sotto stress, dove crisi climatica e instabilità geopolitica aumentano i costi di produzione e spingono al rialzo i prezzi al consumo.
C’è però anche una notizia positiva: i nuovi dati evidenziano una svolta virtuosa in Italia, scesa per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 500 grammi di cibo gettato pro capite a settimana, per l’esattezza 493,7 grammi, con un calo netto dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi dello scorso anno. Questo progresso avvicina il Paese al target degli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030, fissato a 369,73 grammi settimanali.

Il rapporto Waste Watcher

È la fotografia scattata dal nuovo Rapporto Waste Watcher, promosso dalla campagna Spreco Zero e presentato in occasione della VII Giornata Internazionale della Consapevolezza sulle Perdite e sugli Sprechi Alimentari dell’Onu.

Secodno il rapporto chi ha meno risorse perde più cibo e una quota proporzionalmente maggiore del proprio reddito. «Lo spreco diventa così non soltanto un costo economico e ambientale – ha spiegato Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio – ma un vero moltiplicatore delle disuguaglianze».

Case vacanze e ristoranti

Per vincere la sfida, sempre secondo il Rapporto, è necessario mappare tutti i luoghi dello spreco. L’indagine si è focalizzata anche sul comportamento dei turisti nelle case vacanza, rilevando che il 66% degli ospiti riesce a consumare tutto il cibo acquistato, mantenendo un atteggiamento responsabile.

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