Storie Web venerdì, Ottobre 30

Un Ebitda atteso in crescita a doppia cifra per il 2026 e un piano di sviluppo focalizzato su rafforzamento dei marchi, innovazione di prodotto e sviluppo sui mercati internazionali, che oggi rappresentano il 20% del fatturato complessivo, arrivato a quota 150 milioni. Al traguardo storico dei 190 anni di attività, Gruppo Sperlari traccia le linee guida della propria strategia industriale.

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L’azienda – controllata dal 2017 dalla holding tedesca Katjes International, ma con gestione e produzione interamente in Italia – punta a consolidare l’equilibrio dei propri ricavi,divisi equamente al 50% tra prodotti continuativi (caramelle e dolcificanti) e 50% stagionali (torroni e lievitati da ricorrenza).

Cuore a Cremona – dove tutto cominciò nel 1836 con la bottega di Enea Sperlari – oggi il Gruppo presidia marchi e segmenti differenti: dal torrone, alla mostarda cremonese, dalle caramelle ai dolcificanti e grandi lievitati delle ricorrenze, con i marchi Sperlari, Saila, Galatine, Dietor, Dietorelle e Paluani, acquisita nel 2021. Il 100% della produzione (circa 20mila tonnellate l’anno) si concentra in cinque stabilimenti.

Oggi Gruppo Sperlari si posiziona come terzo player in Italia nel segmento caramelle, con una quota a valore del 9,7%, mentre nel comparto dei dolcificanti detiene una quota superiore al 18%. Nel segmento torroni il peso del brand è del 38,2% all’interno nella distribuzione moderna (dati Circana aggiornati gennaio 2026).

Per sostenere la crescita della marginalità, il ceo Riccardo Viani ha impostato un percorso di rinnovamento avviato nel 2025 con il restyling del brand Sperlari, del packaging e dell’identità visiva. E per il futuro annuncia: «Vogliamo continuare a investire nelle persone, nelle competenze e nelle idee che ci permetteranno di affrontare nuove sfide, mantenendo la redditività e la capacità di generare valore nel lungo periodo».

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