Storie Web venerdì, Ottobre 30

Il divario è ancora marcato. E, i numeri più significativi si trovano proprio nel settore energetico. Dove le donne sono ancora in minoranza. Eppure la transizione passa anche per una riduzione di questo gap nelle discipline Stem giacché alla transizione energetica sono legate le nuove professioni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Lo studio internazionale

A evidenziare questo scenario è uno studio internazionale guidato dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irpps) di Roma, che ha focalizzato le disuguaglianze nei percorsi formativi e professionali legati all’energia. Il lavoro, la ricerca è stata pubblicata su Humanities & Social Sciences Communications (Springer Nature), si è svolta in collaborazione con la Jagiellonian University di Cracovia, l’Imperial College London e il Fraunhofer IAO-CeRRI di Berlinoha, ha indagato le ragioni e i “bias” per cui questo settore risulta poco attrattivo o accogliente tra la popolazione femminile, andando oltre il semplice dato numerico sulla presenza femminile nelle discipline Stem.

Due linee guida

«Attraverso nove focus group condotti tra il 2024 e il 2025, di cui sei con studenti e studentesse e tre con docenti degli atenei coinvolti, l’analisi ha portato alla luce due dinamiche interconnesse – sottolineano dal Cnr-. La prima è definita aspirazione disattesa, “unmet aspiration” generata dalla distanza tra le aspettative di studentesse e studenti, alla ricerca di percorsi incisivi sulle sfide socio-ambientali, e un’offerta formativa percepita come iper-tecnica, poco comunicata e “cieca” rispetto al genere». La seconda dinamica «è l’effetto repulsivo, “repelling effect”: un insieme di stereotipi culturali, pratiche disciplinari e professionali e climi organizzativi poco inclusivi che scoraggiano le donne dall’accedere e restare nel settore».

Le discipline Stem

Uno degli elementi di parte riguarda poi l’università e le discipline Stem. A sottolineare il collegamento tra transizione energetica, discipline Stem e presenza femminile è Cloe Mirenda (Cnr-Irpps). «La transizione energetica è strettamente collegata – dice – per via delle discipline e delle posizioni che si devono ricoprire.

L’altra ricerca

Sullo sfondo di questo scenario i dati relativi al report “She Figures” del 2025 da cui emerge che tra i dottorandi di ricerca nelle discipline STEM nell’Unione Europea le donne sono appena il 22% nel percorso di Informatica e ICT e meno del 40% in Ingegneria, Manifattura e Costruzioni. Solo per i dottorati in Salute e Benessere le donne costituiscono invece il 59%. Nelle professioni del settore energetico, i dati Irena (International Renewable Energy Agency) del 2024 non sono più confortanti: per il settore delle rinnovabili le donne che lavorano a tempo indeterminato sono il 32%, mentre nell’industria tradizionale di petrolio e gas il 22%.

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