Storie Web venerdì, Maggio 15

Anche l’industria spaziale inquina e rischia di farlo ancora di più. Secondo l’University College di Londra, le grandi costellazioni di satelliti rappresentano il fattore più inquinante dall’inizio dell’era spaziale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Earth’s Future, lancia una previsione: entro la fine di questo decennio i lanci delle megacostellazioni iniziati nel 2019 arriveranno a rappresentare il 42% dell’inquinamento totale prodotto nell’atmosfera dal 1957, anno in cui il primo satellite sovietico Sputnik 1 è stato lanciato tra le stelle.

Cosa succede ad ogni lancio

I lanci potrebbero, infatti, immettere fino a 870 tonnellate di fuliggine all’anno. Ma non è tutto, perché il team di ricercatori guidato da Eloise Marais ha scoperto che la fuliggine rilasciata dai razzi durante la fase di lancio e di rientro dei satelliti alla fine delle operazioni si sta accumulando in modo rapido nella parte alta dell’atmosfera. Inoltre la sostanza inquinante, secondo la ricerca, sosta molto più a lungo nell’aria rispetto a quella prodotta dalle automobili, con un impatto oltre 500 volte maggiore sul clima.

Focus sullo studio

Le proiezioni sulla fine del decennio sono state calcolate in base ai dati relativi sui lanci effettuati tra il 2020 e il 2022. Gli autori hanno evidenziato che, nel 2020, le costellazioni satellitari hanno contribuito per circa il 35% all’inquinamento atmosferico. Entro il 2030, secondo la ricerca, la percentuale salirà al 42%. I ricercatori frenano, però, affermando che tali previsioni sono probabilmente molto sottostimate. Il numero di lanci annuali effettuati nell’ultimo periodo, trainato principalmente dai razzi Falcon 9 di SpaceX, ha infatti già superato le stime, passando da 114 nel 2020 a 329 nel 2025.

Tuttavia, non tutti gli impatti ambientali dei satelliti saranno negativi. La fuliggine derivante dai lanci, infatti, accumulandosi nell’atmosfera, potrebbe ridurre la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. La conseguenza sarebbe il raffreddamento del clima (anche se lieve). Secondo i ricercatori, però, l’effetto sarà minimo rispetto all’aumento della temperatura previsto a causa del riscaldamento globale.

Il problema dei detriti

A partire dal 1957 fino ad arrivare ad oggi sono stati effettuati oltre 4000 lanci nello spazio. Secondo The European Space Agency, dei circa 9000 detriti catalogati, il 22% è composto da satelliti che non funzionano. Il 17% è costituito invece da stadi propulsivi di razzi rilasciati nella fase finale di un lancio. Il 13% è rappresentato da elementi che si usano sui satelliti, come bulloni e vernice. Infine, il 43% include frammenti derivanti all’incirca da 150 esplosioni e a un paio di collisioni.

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