C’era il Ceo di Microsoft in persona, Satya Nadella, a battezzare con il suo intervento alla tappa parigina del Frontier Tour organizzato dal gigante del software americano per fare il punto sulla propria strategia nell’intelligenza artificiale e annunciare una serie di novità relative alle funzionalità di Sovereign Cloud. L’obiettivo, dichiarato esplicitamente alla vigilia, è quello di ampliare lo spettro di soluzioni pensate per aiutare le aziende (tante quelle citate durante i vari interventi, da Stellantis a Club Med passando per Saint-Gobain, colosso francese dei materiali per l’edilizia sostenibile) a valutare il proprio livello di sovranità digitale e ad accelerare l’adozione dell’AI all’interno dei propri processi, assicurando loro gli strumenti necessari per la protezione dei dati e il governo degli accessi.
L’intento di Microsoft, in poche parole, è quello di prendere per mano le organizzazioni e guidarle nell’era agentica, puntando a vincere una sfida che ha in Google il principale contendente. Le armi per giocare questa partita sono una precisa strategia – che Nadella ha ricondotto sotto lo slogan “building the frontier ecosystem” – e il software, declinato in tool/piattaforme come Copilot, Microsoft IQ o Agent 365.
L’AI deve amplificare le capacità delle persone
Nel parlare dal palco del Cnit (Centre des nouvelles industries et technologies) a La Défense, Nadella ha in qualche modo ricondotto la corsa all’intelligenza artificiale alla missione storica di Microsoft: dal “mettere un pc su ogni scrivania” tanto caro a Bill Gates si è passati al “mettere ogni persona e ogni organizzazione nelle condizioni di fare di più”. Il punto chiave è capire come applicare le nuove tecnologie perché producano un impatto concreto (nella società e nelle aziende) e perché questo accada servono tre condizioni: che le persone siano potenziate dalla tecnologia, che le imprese conservino il controllo su ciò che imparano e che l’uso dell’AI poggi su un sistema di fiducia. Anche quando i modelli diventano più potenti, ha detto Nadella, il traguardo resta quello di “amplificare l’ambizione, la dignità e la capacità d’azione di ogni individuo”.
Tradotto nel linguaggio del business, l’intelligenza artificiale deve quindi entrare nei processi senza sostituire il ruolo umano e questo deve essere un criterio di progettazione che rappresenta, secondo il Ceo, “una delle cose più importanti da ottenere”. Le imprese, ha proseguito il numero uno di Microsoft, devono quindi usare l’AI per costruire un patrimonio di conoscenza legato ai dati e alle competenze che gli appartiene, che controlla e che può continuare a sviluppare. Ed è questa autonomia, insieme alla fiducia, a fare da cornice al cosiddetto “ecosistema frontier”.
Copilot, il nuovo sistema operativo per il lavoro
Lo strumento con cui Microsoft vuole portare l’AI nel lavoro quotidiano è noto ed è Copilot, che Nadella ha descritto come un’interfaccia che accompagna le persone offrendo modelli diversi attraverso chat, strumenti per collaborare, funzioni di programmazione e agenti automatici. L’obiettivo è rendere disponibili queste modalità per attività differenti, sia nel cloud sia in locale, fino a farne “un nuovo sistema operativo per il lavoro”.
