Storie Web giovedì, Ottobre 29

Solo una micro, piccola o media impresa italiana su quattro utilizza attualmente l’intelligenza artificiale nelle proprie attività quotidiane, nonostante sette su dieci riconoscano che possa aiutare a svolgere attività che in passato richiedevano più tempo, denaro o personale. 

È quanto emerge da una nuova ricerca condotta da Ipsos per Meta su un campione di 500 micro, piccole e medie imprese italiane e presentata a Roma in occasione dell’AI Forum organizzato da Meta.

Un potenziale riconosciuto 

La ricerca fotografa uno scenario in cui il potenziale dell’intelligenza artificiale è ampiamente riconosciuto, anche se la sua adozione è ancora agli inizi. Solo il 25% delle imprese italiane intervistate dichiara di utilizzare attualmente l’IA nelle proprie attività quotidiane. Il divario è particolarmente evidente tra le microimprese, ovvero quelle con meno di 10 dipendenti, dove quasi una su tre (31%) non ha mai utilizzato strumenti di intelligenza artificiale, rispetto al 14% delle piccole e medie imprese (con meno di 250 dipendenti). Quasi due terzi (63%) delle PMI intervistate ritengono inoltre che le imprese che non adotteranno l’IA rischino di rimanere indietro rispetto ai concorrenti. 

Le principali sfide per le PMI 

Secondo la ricerca, trovare nuovi clienti è la principale sfida indicata dalle PMI italiane, citata dal 45% degli intervistati. La difficoltà è ancora più rilevante tra le microimprese coinvolte nella ricerca, dove il 46% indica l’acquisizione di nuovi clienti come una delle principali preoccupazioni, rispetto al 34% delle piccole e medie imprese.

Si tratta proprio del tipo di attività ripetitive e che richiedono tempo, dalla ricerca di potenziali clienti, alla gestione delle richieste fino alla creazione di contenuti di marketing, su cui l’AI potrebbe fare maggiormente la differenza, permettendo alle imprese di concentrarsi sulle attività a maggior valore aggiunto.

Cosa serve per accelerare l’adozione dell’AI 

Le imprese hanno le idee chiare su ciò che potrebbe favorire una maggiore adozione. Quasi una su due (45%) indica che una formazione specifica per il proprio settore la aiuterebbe a utilizzare maggiormente l’AI, mentre più di una su tre (36%) segnala la disponibilità di periodi di prova gratuiti o costi inferiori.

Circa tre imprese su quattro (73%) ritengono inoltre che sia necessario un maggiore supporto o maggiori incentivi affinché le PMI possano beneficiare pienamente dell’intelligenza artificiale. 

L’AI agentica e le prospettive future 

L’AI agentica, ovvero strumenti in grado di svolgere attività articolate in più passaggi per conto delle persone, anziché limitarsi a rispondere alle domande, rappresenta un’opportunità concreta per supportare le piccole imprese. La ricerca infatti mostra che il valore è già misurabile: tra le imprese che utilizzano regolarmente assistenti di AI agentica, il 42% dichiara di aver risparmiato tempo nelle attività di routine. 

A settembre, Meta ha lanciato Muse for Small Business negli Stati Uniti e in Canada: un insieme di nuove funzionalità e integrazioni semplici da utilizzare all’interno di Muse, l’agente AI personale di Meta, pensate per aiutare le persone nella gestione delle proprie attività. Muse è gratuito per la maggior parte delle funzionalità. Tra i benefici segnalati dalle prime PMI statunitensi che utilizzano Muse figurano, ad esempio, il risparmio di tempo e il supporto nella comunicazione con i clienti.

“Crediamo che il futuro debba essere per tutti, comprese le piccole e medie imprese. Queste aziende rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana, ma come mostra la nostra ricerca, sebbene riconoscano il potenziale trasformativo dell’AI, sono ancora troppo poche quelle che la utilizzano nelle attività quotidiane. Dobbiamo lavorare insieme per colmare questo divario e mettere rapidamente a loro disposizione gli strumenti di AI agentica più avanzati, per aiutare queste imprese a crescere e contribuire alla crescita dell’economia italiana”, ha dichiarato Angelo Mazzetti, Public Policy Director per l’Italia di Meta. 

“I risultati evidenziano un chiaro divario in termini di preparazione, ma anche una forte propensione all’adozione dell’AI. Guardando all’utilizzo previsto nel prossimo anno, tre imprese su cinque (59%) prevedono di aumentare l’impiego dell’AI per il marketing e la creazione di contenuti. Quasi la metà prevede di utilizzarla maggiormente per lo sviluppo di prodotti o servizi (48%), la comunicazione con i clienti (47%) o l’acquisizione di nuovi clienti (45%). Supportare le PMI italiane richiederà un sostegno concreto e specifico per ciascun settore, che consenta alle imprese di adottare l’AI con fiducia e trasformarne il potenziale in valore concreto nelle attività quotidiane”, ha dichiarato Chiara Ferrari, Service Line Leader di Ipsos Public Affairs 

L’AI Forum di Meta 

La ricerca è stata presentata in occasione dell’AI Forum, evento organizzato da Meta in collaborazione con EssilorLuxottica a Palazzo Rondinini, a Roma. Il Forum ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, del mondo della cultura e della società civile per approfondire come l’AI stia creando opportunità concrete per le persone, le comunità e le imprese. Attraverso nuovi dati, panel e casi concreti, l’evento ha esplorato il potenziale dell’intelligenza artificiale e degli AI glasses nel supportare la crescita delle imprese, rendere l’arte e la cultura più accessibili e rafforzare l’inclusione digitale tra generazioni. 

Questi temi hanno trovato una prima declinazione nel panel di apertura, dedicato al ruolo della tecnologia nel rendere l’arte e la cultura più accessibili. Chiara Rostagno, Vicedirettrice della Pinacoteca di Brera, Elena Dimichino, Chief Corporate & Sustainability Officer di EssilorLuxottica, e Mario Barbuto, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), hanno discusso di “Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo”, l’iniziativa dedicata all’accessibilità sviluppata per consentire alle persone cieche e ipovedenti di vivere l’arte e la cultura con maggiore autonomia attraverso l’utilizzo degli AI glasses di Meta.

Mirta Michilli, Direttrice Generale di Fondazione Mondo Digitale, si è soffermata su come gli AI glasses possano contribuire all’inclusione digitale tra generazioni e sull’importanza di fornire alle persone di tutte le età le competenze e la fiducia necessarie per utilizzare le nuove tecnologie. 

Laura De Dilectis, CEO di Viola Walk Home, un servizio basato su app che offre supporto in tempo reale alle donne che camminano da sole di notte, ha inoltre presentato una nuova partnership pilota con Meta per esplorare come l’integrazione con gli AI glasses di Meta possa migliorare il servizio offerto da Viola. 

Pierpaolo D’Odorico, Co-Founder e CEO di Datapizza, insieme ad Alessandro Tommasi, Founder di FutureProofSociety e partner dell’evento, hanno infine discusso di come le PMI italiane possano tradurre l’innovazione legata all’AI in applicazioni concrete, cogliendone appieno i benefici.

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