Al porto di Pozzallo, in Sicilia, è andato in scena un maxi-sequestro di specie esotiche: nell’ambito del contrasto al sempre più diffuso fenomeno del commercio abusivo di animali protetti, che danneggia l’intero ecosistema e il mercato legale, la Guardia di finanza e i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno intercettato un’auto che trasportava illecitamente 300 testuggini e 77 pappagalli.
I reati contestati
Alla guida della vettura si trovava un cittadino maltese, fermato prima che potesse imbarcare gli animali su un catamarano diretto proprio verso l’isola mediterranea.
L’uomo è stato segnalato alla Procura di Ragusa per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Il soggetto avrebbe anche violato la legge che dà applicazione in Italia alla Convenzione di Washington, che tutela la fauna e la flora selvatiche dal rischio di estinzione dovuto al commercio. Al trattato internazionale, firmato nel 1973, aderiscono quasi tutti gli stati membri delle Nazioni unite.
Le condizioni degli animali
Testuggini e pappagalli erano infatti stipati in una vettura priva degli spazi idonei per trasportarli. I medici veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa, intervenuti sul posto, hanno anche accertato che nell’auto mancava l’adeguata termoregolazione per la salvaguardia delle condizioni di salute degli esemplari.
La convenzione di Washington
La squadra operativa CITES della Gdf di Catania-Fontanarossa, unità specializzata che si occupa della preservazione delle specie protette, ha accertato che ben 76 dei 377 animali sequestrati appartengono a specie tutelate dalla Convenzione di Washington: Ara macao, Ara chloropterus, Ara ararauna, Cacatua roseicapilla e Cacatua alba. Si è dunque trattato di uno dei sequestri più rilevanti di animali protetti dalla Convenzione.
