Storie Web lunedì, Ottobre 5

Alla fine la multinazionale Electrolux ha deciso di rivedere il piano per l’Italia. Nell’incontro al Mimit con i sindacati ha spiegato che ritirerà i licenziamenti unilaterali. E questa è una premessa fondamentale tanto per i rappresentanti dei lavoratori, quanto per il ministro Adolfo Urso che arriva da una lunga serie di incontri a Bruxelles a sostegno dell’industria italiana, anche degli elettrodomestici. La multinazionale ritira i licenziamenti unilaterali e l’approccio iniziale molto duro. Gli esuberi però restano, ma nel nuovo piano l’azienda propone di gestirli con incentivi per le uscite volontarie di 1.250 persone, di cui 600 impiegati e 650 operai in tre anni. La transizione verrà gestita anche con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. A questo si accompagnerà una revisione della produzione e dei prodotti

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Sul sito di Cerreto d’Esi cambia poco: viene confermata la chiusura, ma Electrolux ha avanzato un progetto di reindustrializzazione e transizione più sostenbile. Innanzitutto manterrà attiva la produzione, poi ricorrerà all’uso degli ammortizzatori sociali più idonei e farà verifiche periodiche sull’avanzamento dei progetti. In collaborazione con l’advisor Vertus ha avviato un percorso con l’analisi di fattibilità e avvierà un tavolo di lavoro che vedrà il supporto delle istituzioni locali e delle parti sociali. Per sostenere i nuovi prodotti sono stati messi sul piatto 90 milioni di investimenti. Ci sarà un impegno congiunto per sostenere la competitività dei prodotti italiani con l’inserimento dell’elettrodomestico nell’agenda europea con la revisione del CBAM e dei costi dell’energia e una maggiore efficienza organizzativa. Questo è il percorso che la multinazionale propone di affrontare con il ministero e i sindacati per difendere la presenza in Italia, pur in un contesto molto sfidante. Il ministro Urso ha però incoraggiato la multinazionale evidenziando che, nel corso degli incontri a Bruxelles, la linea italiana ha fatto breccia in Europa. «Sejourné mi ha confermato poche ore fa per iscritto che sono pronti ad agire, sulla base delle indicazioni espresse nel nostro non paper, avallato anche da Germania, Francia, Spagna, Polonia e Slovacchia – ha detto Urso -. Questo consente all’azienda di cambiare strategia, perché possiamo garantire un quadro regolatorio diverso a sostegno della produzione europea. Per questo auspico che vi sia un nuovo inizio, con un piano diverso, ben diverso da quello che ci era stato presentato, che avevano definito irricevibile. Ora serve ed è possibile, un nuovo piano di rilancio, sostenibile e condivisibile».

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