Adulti che non mangiano per dare cibo ai figli
«La malnutrizione acuta, in particolare tra i bambini, è diminuita in modo significativo, grazie a un notevole ampliamento dei programmi nutrizionali» – prosegue l’Ipc – «tuttavia, si stima che circa 74.200 bambini di età compresa tra i 6 e i 59 mesi avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta entro aprile 2027. Gli adulti continuano a ridurre il proprio apporto alimentare per dare priorità ai figli. Si stima che circa 24.600 donne in gravidanza e in allattamento soffriranno di malnutrizione acuta nello stesso periodo».
Save the Children evidenzia che l’Ipc attribuisce i recenti miglioramenti dello stato nutrizionale all’aumento degli aiuti umanitari entrati nella Striscia dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre, sottolineando però che «dall’inizio di febbraio 2026 l’ingresso degli aiuti è progressivamente diminuito, con una forte riduzione della distribuzione di alimenti nutrienti e del numero dei programmi di supporto nutrizionale».
«Allo stesso tempo, gli operatori di Save the Children riferiscono che i mercati sono pieni di prodotti, come patatine e cioccolato, venduti a prezzi elevati e con scarso valore nutritivo, mentre le famiglie più vulnerabili continuano ad avere difficoltà ad acquistare cibi sani e di qualità a prezzi accessibili», aggiunge l’ong.
Il monito di Save the Children
«L’ultima analisi dell’Ipc non deve essere interpretata come un segnale di ripresa per i bambini di Gaza. È piuttosto un monito: l’assistenza umanitaria ha contribuito a evitare una catastrofe ancora più grave, ma i progressi ottenuti restano estremamente fragili. Il consumo di cibo è ancora insufficiente, gli aiuti umanitari rappresentano l’unica ancora di salvezza per la maggior parte delle famiglie e qualsiasi interruzione dell’accesso umanitario rischia di cancellare i modesti risultati raggiunti», dice Ahmad Alhendawi, Direttore di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale.
«I bambini non dovrebbero continuare a pagare il prezzo dell’immobilismo politico. Ogni ritardo nel garantire un accesso umanitario sicuro, continuativo e senza interruzioni, espone un numero crescente di bambini al rischio di fame, malnutrizione e malattie prevenibili. I governi devono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per ottenere un cessate il fuoco permanente, garantire un accesso umanitario sicuro, continuo e regolare, ripristinare i servizi essenziali e creare le condizioni affinché i bambini palestinesi possano non solo sopravvivere, ma anche riprendersi e costruire il proprio futuro», conclude il Direttore di Save the Children per Medio Oriente.




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