Via libera del Consiglio dei ministri al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e alla relazione sullo scostamento. L’intesa tra i leader della maggioranza sull’utilizzo parziale della clausola nazionale di salvaguardia per le spese in energia e difesa è stata dunque formalizzata. L’impegno di spesa per l’extradeficit è diviso esattamente a metà per le due voci: 7 miliardi all’anno per il prossimo biennio, per un totale di 28 dei 36 miliardi ipotizzati ad agosto, prima che l’Istat confermasse che il deficit 2025 è arrivato al 3,1% del Pil. Una soluzione che accontenta chi, nel centrodestra, remava per una riduzione consistente del capitolo dedicato a sicurezza e riarmo.
Il tutto mentre si è aperto il negoziato con la Ue sulla richiesta di flessibilità aggiuntiva per reagire all’inflazione, contenuta nella lettera spedita giovedì dalla premier Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Un negoziato che si annuncia in salita visto che la Ue ha fatto sapere che «in realtà ha già concesso maggiore flessibilità agli Stati membri».
Giorgetti: deficit depurato da scostamento sotto 3%, spero spazio per uscita
«Il deficit dovrebbe stare sotto il 3% nel 2026, ma come sapete non basta e le nostre previsioni sono, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee, che salga al 3,4% nel 27, 3,3% nel 2028 2,4% nel 2029» ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa al termine del Cdm. «Non è detto» che restiamo in procedura per deficit eccessivo, ha aggiunto il ministro. «I dati del deficit 2027 e 2028 sono sopra il 3% ma devono essere depurati dallo scostamento relativo a difesa e energia e di conseguenza se depurate dello 0,6% troverete un dato inferire al 3%. I decimali fanno la differenza e quindi l’auspicio è di aprire quello spazio».
Pil 2026 aggiornato a +1%, debito al 138,1%
Il tasso di crescita programmatico per il 2026 è stato aggiornato all’1%, rispetto all’originaria prudente stima dello 0,6%. E si attesterà allo 0,8% nel 2027, 0,9% nel 2028 e 0,8% nel 2029. «Per quanto riguarda il sentiero del debito, il profilo tendenziale è al 138,1% nel 2026, al 138,6% nel 2027, 137,7% nel 2028 e 136,3% nel 2029» ha spiegato ancora il ministro dell’Economia.
«Sulla manovra l’approccio sia più prudente, contesto richiede attenzione»
I numeri di Dpfp e scostamento, che arriveranno al voto solo martedì 13, definiranno la cornice della manovra. Che sarà «seria», ha voluto ribadire Giorgetti. Quanto alle misure che saranno contenute nella legge di bilancio il ministro dell’Economia puntualizza che «la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa, l’approccio deve essere un attimino più prudente» rispetto alle cose «annunciate»










