NAIROBI – L’Eritrea ha annunciato l’interruzione dei rapporti diplomatici con l’Etiopia dopo che Addis Abeba ha chiuso la sua ambasciata ad Asmara e dichiarato «persona non grata» una decina di diplomatici eritrei.
Il botta e risposta esaspera i timori di un conflitto regionale nel Corno d’Africa dopo le ultime fiammate di violenze nel Tigray, in un intreccio di fibrillazioni interne e internazionali con ricadute sempre più minacciose.
I vertici dell’esercito etiope avevano già accusato Egitto, Sudan ed Eritrea di sostegno alle milizie del Fronte popolare di liberazione del Tigry, oggi saldate ad altri sei gruppi armati in una nuova ondata di scontri contro il governo di Abiy Ahmed. L’ultima frattura tra Addis Abeba e Asmara sancisce una degenerazione ulteriore dei rapporti e può aprire nuovi scenari in un conflitto che si sta espandendo nei confini del secondo Paese più popoloso d’Africa, materializzando una delle escalation più gravi dalla guerra civile del 2020-2022 fra tigrini e governo centrale. Il primo ottobre si sono registrate esplosioni ad Addis Abeba e fonti citate dall’agenzia Reuters parlano di attacchi via droni sferrati dai ribelli sulla capitale.
L’escalation diplomatica e quella militare
Le ostilità si sono riaccese nelle ultime settimane, con l’annuncio di una coalizione di sette milizie regionali anti-Abiy il 21 settembre e la presa dell’aeroporto di Macallè, la capitale del Tigray, conquistato dai tigrini il 23 settembre. Da allora le autorità etiopi hanno rivendicato la «neutralizzazione» di centinaia di ribelli e le milizie filo-governative si intestano la riconquista di porzioni di territorio, ma lo scenario resta in bilico nella sue ricadute nazionali ed esterne. La cesura diplomatica con l’Eritrea ne è un esempio, con uno scontro aperto fra i due governi e una rottura che consacra tensioni nell’aria dai tempi dell’accordo di pace del 2022.
All’epoca Asmara aveva vissuto come un affronto la sua esclusione dagli accordi di pace dopo il sostegno offerto all’esercito di Abiy, avviando anni di scintille a intermittenza con Addis Abeba. L’ultimo screzio rappresenta l’apice delle tensioni registrate finora e un testacoda sostanziale rispetto alla riconciliazione che era valsa ad Abiy il Nobel per la pace nel 2019. Il ministero degli Esteri etiope ha chiuso la sede diplomatica eritrea ed estromesso i suoi diplomatici con l’accusa esplicita di collaborazione con i tigrini. L’«Eritrea non ha altra scelta che rispondere con misure analoghe e interrompere ogni rapporto diplomatico con l’Etiopia, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta» ha replicato il ministero degli Esteri eritreo.








