La Puglia, dopo aver corso negli anni passati nell’installazione di impianti per produrre energia rinnovabile, ha poi frenato. Oggi, sebbene tra solare ed eolico abbia una notevole potenza e produzione, è anche tra le prime regioni per numero di progetti in attesa di autorizzazione. Ciò è dovuto a due cause: una positiva: la buona esposizione dell’intera regione a sole e vento, in particolare nella provincia di Foggia attrae investitori; l’altra negativa: i tempi lunghi delle procedure autorizzative. Un gran numero di progetti insiste su tre comuni del Foggiano: Ascoli Satriano, San Severo e Foggia che da soli quotano 10 GW da installare, secondo l’Osservatorio REgions 2030, a cura di Elemens e Public Affairs Advisor.
Tra eolico e fotovoltaico sono in attesa di autorizzazione oltre 700 progetti (dato della Regione Puglia) da 32 GW di cui parte in istruttoria al Mase per la Via. Rispetto ai suoi obiettivi, la regione (secondo dati Terna aggiornati al 31 marzo ) ha installato 211MW in meno ed è quarta in Italia per entità dei progetti, preceduta da Sardegna, Calabria e Toscana. In teoria con le autorizzazioni concesse, più quelle in attesa di Via, la Puglia avrebbe raggiunto l’obiettivo del 2030. Ma non è così, poichè si deve tener conto che non tutti i progetti autorizzati saranno realizzati o lo saranno nei termini fissati, che potrebbe esserci un turnover e che le domande presentate meritano risposta.
Nel settore dell’energia eolica, in particolare, (e senza considerare l’eolico off-shore), la Puglia negli anni scorsi ha realizzato numerosi investimenti e avviato la produzione. La regione ha una potenza installata (al 2025) di 3.500 MW e dovrebbe raggiungere nel 2030 i 4200 previsti. Simone Togni, presidente di Anev, associazione nazionale energia dal vento precisa: «Insomma, siamo vicini all’obiettivo. Ma il vero problema è nei tempi di concessione delle autorizzazioni che nel campo dell’eolico raggiungono una media di 5 anni a cui se ne aggiungono almeno altri due per la costruzione. Un’attesa insostenibile per gli investitori».
Anche nel campo del fotovoltaico, gli operatori parlano di tempi lunghi per le autorizzazioni. «Alcuni enti dicono no a prescindere, in primis le Soprintendenze _ aggiunge Marco Balzano, di Italia Solare (ente del terzo settore che sostiene la difesa dell’ambiente supportando progetti da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico) _ La grande preoccupazione per l’agricoltura non ha fondamento se ad oggi solo l’1% dell’area agricola è stato occupato da impianti fotovoltaici. L’agrifitovoltaico, poi, contempera le esigenza dell’agricoltura con quelle della produzione di energia green».
Gli fa eco Alfonso Gallo di Geko (società che costruisce e fa manutenzione di impianti per energia rinnovabile): «Troppi enti coinvolti e per finire le Soprintendenze più propense a negare anche nelle aree idonee, senza preoccuparsi di avere alcuna interlocuzione con i promotori. Le risposte ci arrivano anche dopo sette mesi. Troppo».












