A Modena la plastica dei vecchi paraurti può tornare a essere un componente per automobili nuove. E la stessa degli imballaggi industriali può trasformarsi in materia prima per la cosmetica. È la promessa industriale di R3gid, il nuovo impianto per il riciclo delle plastiche rigide inaugurato dal Gruppo Hera attraverso Aliplast, la controllata specializzata nella raccolta, nel riciclo e nella rigenerazione dei polimeri. Un investimento di 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 finanziati dal Pnrr, che punta a chiudere in Italia una filiera finora costretta a rivolgersi all’estero.
Non è casuale che al taglio del nastro il 20 ottobre, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ci fossero anche i rappresentanti di due grandi utilizzatori di plastica: Stellantis e L’Oréal. Il gruppo automobilistico sta valutando un possibile accordo con Aliplast, ha spiegato a margine dell’evento Paolo Accastello, manufacturing area manager Italy & Poland di Stellantis. «Il riciclo è già entrato nelle vetture: dalle componenti dei paraurti di alcune Citroën ai tessuti dei sedili della Fiat 500», ha spiegato. Ma poter recuperare e rigenerare plastiche industriali sul territorio nazionale, ottenendo materiali certificati da reintrodurre in fabbrica, apre prospettive ulteriori: più controllo sulla filiera, minori costi logistici e di approvvigionamento, capacità di rispettare gli obblighi europei. Il regolamento sui veicoli a fine vita prevede per i nuovi modelli quote minime di plastica riciclata del 15% dal 2032 e del 25% dal 2036, con almeno un quinto del contenuto riciclato proveniente da veicoli dismessi. È un cambiamento che rende strategica la disponibilità di polimeri di qualità costante. E spiega l’interesse anche di L’Oréal Italia, già cliente di Aliplast: la presenza di Simone Targetti Ferri, responsabile della sostenibilità, segnala la possibilità di ampliare una collaborazione nella cosmetica, grande utilizzatrice di imballaggi plastici.
R3gid, che indica recover recycle regenerate plastic, è operativo da alcuni mesi e a regime impiegherà 80 addetti. Potrà trattare fino a 30mila tonnellate annue di plastiche rigide, da raccolta urbana e scarti industriali: pallet, cassette, serbatoi, paraurti, contenitori e componenti elettronici. I materiali vengono separati per composizione e colore, triturati, lavati e selezionati otticamente, prima dell’estrusione in granuli pronti per nuovi prodotti. Il risultato, grazie anche alla tecnologia del gruppo Maire, è un polimero con purezza certificata superiore al 99% e prestazioni comparabili alla plastica vergine. «L’Europa ha un gap strutturale nel riciclo: la capacità è ferma o in calo, mentre le nuove norme faranno crescere la domanda», ha osservato l’ad di Hera, Orazio Iacono. Oggi il continente dispone di una capacità di riciclo di 13,5 milioni di tonnellate di plastica, ma soltanto 3,5 milioni riguardano le rigide, di cui circa 440 mila in Italia. Entro il 2040 ne serviranno altri 5,7 milioni. «R3gid è la risposta di chi si muove per primo», ha sottolineato Iacono, richiamando anche il risparmio sui costi d’importazione.
Il vantaggio competitivo passa anche dall’integrazione con il polo modenese di Hera: l’elettricità arriva dal vicino termovalorizzatore, mentre l’acqua del depuratore viene impiegata nel processo e poi restituita all’impianto di trattamento. Il risparmio ambientale stimato è di circa 30mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno rispetto alla produzione di plastica vergine. «Realizzare materie prime seconde a chilometro zero significa rafforzare la competitività del Paese», ha affermato Pichetto Fratin. Modena è anche un tassello dell’espansione di Aliplast. Insieme all’ampliamento del sito di Borgolavezzaro, nel Novarese, e all’acquisizione in corso del 70% della polacca Kronos Polymer Polska, porterà il gruppo a superare 210mila tonnellate annue di materie prime seconde, con una capacità produttiva complessiva di 255mila tonnellate. L’investimento rientra nei 2 miliardi che Hera destina all’economia circolare nel piano 2025-2029. Per le imprese, il punto è semplice: trasformare un rifiuto in una risorsa industriale senza doverla cercare oltreconfine.
