Storie Web martedì, Ottobre 20

La Roche Posay Racing Team ha varato il primo AC75, l’imbarcazione con cui parteciperà alla Louis Vuitton 38a America’s Cup che si disputerà nel Golfo di Napoli nel 2027. Quello francese è quindi il primo team a varare un AC75 e a navigare nel Golfo di Napoli quando mancano 215 giorni dall’inizio della gara velica.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La Roche-Posay Racing Team, che partecipa in rappresentanza della Société Nautique de Saint-Tropez, dopo essersi allenato per tutta l’estate a Lorient, nel nord-ovest della Francia, ha trasportato su strada il suo AC75 fino a Napoli con un “Convoi Exceptionnel” fino al porto di Sète, sulla costa meridionale della Francia, per poi essere trasferito su chiatta a Napoli.

L’AC75 del team francese, nave gemella di ‘Taihoro’ di Emirates Team New Zealand, vincitore della Louis Vuitton 37a America’s Cup, è arrivato a Bagnoli poco prima della regata preliminare ed è stato portato nella nuova base con una gru. Lì è stato allestito e armato alle condizioni ottimali per la regata; il team prevede di allenarsi per tutto l’inverno in vista della Louis Vuitton Cup, che avrà inizio il 22 maggio 2027.

A Bagnoli, La Roche-Posay Racing Team ha aperto la propria base al mondo accogliendo le autorità _ tra cui il sottosegretario Luigi Sbarra e il sindaco di Napoli e commissario per Bagnoli Gaetano Manfredi _ e la più ampia comunità dell’America’s Cup, che hanno assistito al varo e alla prima uscita in mare della barca. A Bagnoli è stato anche presentato l’intero sailing team: lo skipper Quentin Delapierre, il co-timoniere Diego Botìn e i trimmer Jason Saunders, Leigh McMillan, Florian Trittel e Maëlenn Lemaitre. Tra gli altri presenti c’erano il coach del team Philippe Presti, Amélie Grassi, Enzo Balanger e Timothé Lapauw.

«Sono estremamente orgoglioso di trovarmi qui _ ha detto Philippe Presti _ Quando guardate questa barca, vedete una bella verniciatura, vedete uno splendido sponsor, vedete un guscio in carbonio. Ma ciò che vediamo tutti noi, tutti i ragazzi nello shed, nel capannone, sono le migliaia di ore di duro lavoro necessarie per realizzarla. E sappiamo che la strada verso l’America’s Cup sarà lunga. Abbiamo otto mesi per lavorare a pieno ritmo affinché questa barca navighi il più velocemente possibile. Siamo stati gli ultimi ad arrivare a Barcellona. Siamo i primi ad essere qui a Napoli e vogliamo sfruttare ogni ora per fare la differenza alla fine».

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