Non si muovono se non per poche centinaia di euro: calcolatrice alla mano circa 88 euro al mese di aumento in un anno. I redditi dei taxi fotografati dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia sulla base delle ultime dichiarazioni, sono uguali a loro stessi in una lunga serie di numeri che anno dopo anno, dal 2017 al 2024, ultimo dato disponibile, confermano una cosa sola: condurre un taxi in città garantisce piccoli guadagni. E per la precisione su un campione di sette province italiane, da Nord a Sud, in media 18.983,09 euro lordi l’anno, pari a circa 1.582 euro lordi al mese.
I dati fiscali
La premessa è che in questa nuova versione delle rilevazioni del Mef è stato utilizzata una nuova classificazione delle attività Ateco 2025. Fino all’anno d’imposta 2023 i redditi dei tassisti venivano fotografati attraverso il codice Ateco 49.32.10 (“trasporto con taxi”), mentre dal 2024 il censimento fiscale passa attraverso il nuovo codice 49.33.10 introdotto dalla revisione classificatoria Istat. Dentro ci sono tutte le forme con cui può essere esercitata l’attività: persone fisiche, società di persone, cooperative, società di capitali e forfettari. Con un’avvertenza: quelli del 2024 restano numeri ancora provvisori, perché le dichiarazioni delle società di capitali e degli enti non commerciali non sono definitive e sono aggiornate a marzo 2026, mentre si consolidano i numeri del 2023.
La mappa dei redditi
La geografia dei redditi racconta un’Italia che per le auto bianche sposta pochissimo i guadagni nel corso degli anni, con le eccezioni negative del 2020 e 2021, anni neri del Covid. A Firenze si dichiarano in media 25.606 euro lordi l’anno, cioè 2.133 euro al mese, in aumento rispetto ai 24.244 euro del 2023. Milano segue a quota 23.741 euro (1.978 euro mensili), circa 1.170 euro in più rispetto all’anno precedente, mentre Bologna sale a 19.399 euro dai 18.923 del 2023. Roma si ferma a 16.983 euro, circa 1.415 euro al mese, con una crescita di 1.228 euro su base annua. Torino passa da 13.349 a 14.577 euro.
Più movimentato il quadro nel Mezzogiorno. Palermo cresce sensibilmente, da 10.730 a 12.900 euro annui, mentre Napoli è l’unica tra le grandi città a registrare un arretramento: dai 12.830 euro del 2023 agli 11.236 del 2024, vale a dire meno di mille euro al mese. In una media nazionale la categoria ha guadagnato 1.060 euro in più l’anno, 88 euro al mese, pari a +5,9% in 12 mesi.
L’accesso al mercato
Il punto politico è che la questione taxi continua a scontare una lunga stagione di paradossi: da un lato c’è una domanda di mobilità che nelle grandi città, archiviata la pandemia, e nonostante le giornate di poco lavoro nella bassa stagione, è tornata a correre insieme al turismo, ai grandi eventi e ai flussi aeroportuali che negli anni si sono moltiplicati a dismisura. Dall’altro le dichiarazioni fiscali continuano a raccontare redditi medi tutt’altro che generosi. Poco è cambiato rispetto agli anni precedenti. Anche nel 2024 il Sole 24 Ore aveva raccontato una situazione fiscale sostanzialmente ferma, con guadagni medi relativi al 2022 poco sopra i 15mila euro annui e un andamento che sembrava replicarsi quasi identico anno dopo anno. L’anno d’imposta 2023 segna un recupero ulteriore, ma senza grandi salti: 2.537 euro in più di reddito medio annuo non incidono poi tanto se spalmati su dodici mesi.











