Ogni pronunciamento dell’Arbitro Bancario Finanziario, dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie e dell’Arbitro Assicurativo ha una funzione che va oltre la risoluzione della singola controversia tra cliente e intermediario. Con la loro attività gli arbitri contribuiscono a favorire la tutela dei cittadini attraverso una “spinta gentile” che dovrebbe invitare gli operatori alla correttezza e al rispetto delle regole nei rapporti con i clienti. Una moral suasion che dovrebbe indurre banche, compagnie di assicurazione e gli altri intermediari finanziari a porre rimedio alle eventuali proprie carenze, tenendo conto anche dei rilievi sollevati dall’arbitro ai concorrenti, soprattutto in presenza di decisioni di carattere seriale. L’attività degli arbitri ha anche un ruolo strumentale all’azione di vigilanza dell’authority a cui sono collegati e, infine ma non da ultimo, è un potente mezzo di educazione finanziaria che andrebbe più valorizzato.
Consultare le decisioni pubblicate sui siti internet degli arbitri aiuta a comprendere come vengono affrontate e risolte situazioni concrete e ricorrenti, legate a temi di finanza personale che influenzano la nostra quotidianità: dai mutui ai conti correnti, dalle coperture assicurative ai servizi di investimento. Sui portali web degli arbitri è possibile ormai accedere a migliaia di decisioni grazie a semplici motori di ricerca. Basta inserire poche parole chiave per reperire casi analoghi a quello di interesse e verificare come i Collegi hanno risolto la questione. Una possibilità che rende i siti degli arbitri una vera e propria “biblioteca digitale” ricca di casi pratici, utile non solo per chi ha una controversia in corso, ma anche per chi vuole approfondire temi di attualità finanziaria o prepararsi a scelte di investimento più consapevoli.
In un’ottica di educazione finanziaria l’attività degli arbitri oltre a permettere di imparare da situazioni già vissute da altri, di evitare errori e comprendere meglio i propri diritti, aiuta anche a riconoscere le pratiche scorrette o i comportamenti a rischio da valutare prima di sottoscrivere un contratto o un investimento. Le decisioni degli arbitri, con i loro orientamenti, possono quindi diventare un punto di riferimento per attività di formazione e informazione dei cittadini. E potrebbero anche essere inserite tra le risorse didattiche per l’educazione finanziaria quando arriverà ad entrare senza titubanze nelle scuole per offrire ai giovani uno strumento concreto per orientarsi nel mondo dei servizi bancari e finanziari, con un approccio pratico e basato su casi reali. Gli arbitri per la risoluzione delle controversie in ambito finanziario andrebbero quindi portati più all’attenzione della popolazione e una campagna pubblicitaria stile “pubblicità progresso” potrebbe essere utile per far conoscere le attività e le funzioni socio-economiche dei tre organismi. Gli italiani ne avrebbero solo da beneficiare.












