A un mese dal deludente debutto alla borsa di Hong Kong Shein ufficializza la perdita dell’11 per cento. L’utile netto rettificato di Shein è diminuito del 67% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato ha pesato sul titolo, che ha registrato una delle peggiori performance tra i titoli quotati a Hong Kong nella seduta odierna.
Al debutto la società aveva raggiunto una valutazione di circa 26,3 miliardi di dollari, al di sotto dei quasi 100 delle precedenti raccolte di capitali: da allora il titolo ha perso quasi il 28%.
I rischi legati ai dazi e alla volatilità dei costi logistici
Secondo quanto riferisce il Financial Times, l’utile adjusted è sceso del 66,6% su base annua a 228 milioni di dollari, mentre i ricavi sono aumentati di meno dell’1%, a 11,1 miliardi di dollari. A pesare sulla redditività sono stati soprattutto l‘impennata dei prezzi del petrolio e dei costi di trasporto legata alle tensioni in Medio Oriente, oltre ai nuovi dazi sulle importazioni.
“Ci aspettiamo che il contesto esterno rimanga incerto nella seconda metà del 2026”, ha dichiarato il fondatore e presidente Xu Yangtian. Per Shein, fondata in Cina e oggi con sede a Singapore, nel trimestre concluso a giugno, oltre un terzo dei ricavi è arrivato dall’Europa e poco più di un quinto dagli Usa. Il gruppo punta ora anche su prodotti di fascia di prezzo più elevata e conta sul periodo di Black Friday e Natale per migliorare la redditività nella seconda parte dell’anno.
Il calo al debutto dello scorso 1 settembre aveva confermato le prospettive incerte del gruppo le cui azioni erano già scese di oltre il 10% nel cosiddetto ‘mercato grigio’, il mercato non ufficiale dove le azioni vengono scambiate prima che inizino a essere quotate in Borsa. Analisti e report finanziari avevano attribuito la performance deludente a diverse criticità strutturali e di mercato del gruppo, dopo che anche i suoi piani di quotazione a New York e Londra erano falliti per mancati requisiti normativi












