Storie Web venerdì, Ottobre 2

Caos, violenze e duemila fermi in tutta la Francia per le proteste degli studenti sfociate in vere e proprie rivolte, con scuole date alle fiamme e scontri con la polizia. In un liceo di Marsiglia il preside e i collaboratori sono stati aggrediti e cosparsi di benzina, ma in tutto sono 40 i presidi rimasti feriti durante le proteste, ha riferito il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, intervistato stamattina da Bfmtv. «Tra i 65 dipendenti dell’Istruzione pubblica rimasti feriti, ci sono 40 presidi», ha precisato il ministro, informando che, dall’inizio della settimana, oltre un centinaio di scuole ha subito gravi danneggiamenti. Oggi Geffray riceverà a Parigi le associazioni degli studenti e dei genitori per un colloquio dopo la massiccia mobilitazione di ieri. Il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli durante le proteste con blocco dei licei, al fine di far loro «pagare le riparazioni», ha dichiarato ai microfoni di Rtl.

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Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, che ieri sera ha riunito prefetti, vertici di polizia e gendarmeria e responsabili dei servizi di intelligence, ha denunciato «un aggravamento della situazione che non ha più nulla a che vedere con la legittima espressione delle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori, ma presenta ormai tutte le caratteristiche di una situazione di violenza urbana».

Ieri il primo ministro Lecornu aveva convocato un vertice di crisi a Matignon, chiedendo a tutti i ministri di annullare viaggi e impegni programmati per far fronte all’emergenza.

Da Le Pen all’esecutivo, tutti si sono scagliati contro la France Insoumise di Mélenchon, accusata di orchestrare le sommosse. «Difficile fermarli, la loro rabbia nasce da troppi motivi diversi, dal carovita a Gaza», ha commentato l’ex leader del Sessantotto francese Daniel Cohn-Bendit.

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