Il passaggio al Copasir
Nessuno dei pacchetti precedenti dunque è stato reso pubblico nei contenuti, con un dibattito parlamentare limitato all’esame da parte del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. L’ultimo, il dodicesimo pacchetto, ha ottenuto il via libera del Governo a novembre 2025, ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° dicembre 2025.
Le armi fornite nei pacchetti precedenti
Tra i materiali forniti nei pacchetti precedenti, secondo le informazioni pubblicamente disponibili, sistemi di difesa aerea SAMP/T e relativi missili, veicoli blindati, tra cui i Lince, missili antiaerei portatili Stinger, munizioni, mitragliatrici e altri equipaggiamenti militari, ed equipaggiamenti protettivi e materiali logistici. Secondo una stima dell’Istituto Affari Internazionali pubblicata nel 2026, il valore complessivo dell’assistenza militare italiana avrebbe superato 3 miliardi di euro, secondo quanto riferito dal capo di Stato maggiore della Difesa nel dicembre 2025.
La proroga dell’autorizzazione ai aiuti militari all’Ucraina
Nel 2026, in conseguenza del perdurare della grave crisi internazionale in Ucraina, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti alle autorità governative ucraine, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici.
Cessioni parzialmente rimborsate dalla Ue
Le cessioni di mezzi, materiali e armamenti avvengono a titolo non oneroso per la parte ricevente (cioè il governo ucraino) ma, al pari di quelle realizzate dagli altri Stati membri, sono parzialmente rimborsate dall’Unione europea attraverso i fondi dello Strumento europeo per la pace (European Peace Facility).
Crosetto: la linea dell’Italia sull’Ucraina non può cambiare
Dopo le dichiarazioni di Salvini il responsabile della Difesa Guido Crosetto, intervenuto in conferenza stampa al termine della riunione a Parigi dei Ministri della Difesa in formato E5 ha sottolineato che la linea dell’Italia sull’Ucraina «non può cambiare. È un impegno che ci siamo presi al livello internazionale, europeo e Nato. Consideriamo quello che sta accadendo in Ucraina molto pericoloso per la sicurezza dell’Europa e quindi sappiamo che l’aiuto all’Ucraina non è un aiuto ad una terza nazione, ma un aiuto al nostro futuro, alla nostra sicurezza, e continueremo a farlo nel limite delle nostre possibilità», ha concluso.
