Storie Web giovedì, Settembre 10

Donne, adolescenti e contesti di particolare fragilità come le carceri. Saranno questi i primi destinatari del Piano nazionale per la prevenzione del suicidio in Italia, annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci in occasione della Giornata mondiale della prevenzione di questo evento che in Italia, secondo i dati riportati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), ha comportato quasi 4mila decessi nel 2023.

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Verso il Piano

Al Piano sta lavorando il tavolo tecnico sulla salute mentale – coordinato dallo psichiatra Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità – che ha già prodotto dopo 13 anni di “vuoto” il Piano nazionale salute mentale 2026-2028 di cui due capitoli sono dedicati proprio ai giovani e ai detenuti nelle Rems. In questo quadro, sono inoltre in corso di elaborazione Linee guida sulla depressione.
Per le azioni contro il rischio-suicidio, si parte con un documento di indirizzo che “è in via di predisposizione”, annunciano dal ministero. Tra le priorità, strategie e interventi per rafforzare la prevenzione, check precoce delle situazioni di rischio e presa in carico. «Dobbiamo intervenire prima, soprattutto tra i più giovani e nelle situazioni di maggiore vulnerabilità, e garantire percorsi di assistenza adeguati e tempestivi», dichiara il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Che annuncia attenzione anche ai cosiddetti “survivor”, cioè quanti hanno perso un familiare o una persona cara per suicidio e che necessitano di interventi e percorsi di supporto. «Dietro ogni situazione di sofferenza ci sono persone, famiglie e comunità. Rafforzare la prevenzione significa anche contrastare lo stigma che ancora troppo spesso circonda il disagio mentale e favorire una cultura dell’ascolto e della richiesta di aiuto», aggiunge Schillaci.

La legge ferma alla Camera

Intanto è fermo in Commissione Affari sociali della Camera il testo di legge sulla prevenzione del suicidio e a supporto dei sopravvissuti (AC 1791), che vede come prima firmataria (e relatrice del testo base) la Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Augusta Montaruli. Che in occasione della Giornata mondiale chiede di “fare presto”: «È questo l’ultimo appello che rivolgo alla Commissione Affari sociali. Dopo che si è concluso il termine per la presentazione degli emendamenti, non è più prorogabile il voto», ammonisce. «L’assenza di un protocollo medico per la prevenzione del suicidio, di centri dedicati a questo e di politiche di supporto rappresenta un vuoto nel nostro sistema sanitario che va colmato al più presto, senza rinvii», avvisa ancora, ricordando che «in Italia manca addirittura, nei Pronto soccorso, un codice identificativo dei tentativi di suicidio. Di fronte alla seconda causa di morte in Europa tra i giovani, continuare a ignorare il problema è miope e inspiegabile».

I dati post pandemia

Nel 2023 in Italia l’Iss certifica 3.830 decessi per suicidio tra le persone di età pari o superiore a 15 anni, dato in lieve diminuzione rispetto ai 3.934 decessi del 2022, ma che “conferma una sostanziale stabilità del rischio nel periodo post-pandemico, dopo la progressiva riduzione osservata fino alla fine degli anni 2010”, spiegano dall’Istituto.
Circa il 75% dei decessi riguarda gli uomini, che presentano un rischio quasi quattro volte superiore alle donne. Quanto all’età, gli ultimi dati, riferiti al periodo 2019-2020, mostrano un aumento del rischio con l’avanzare degli anni, particolarmente evidente tra gli uomini. Nel periodo successivo alla pandemia è stato inoltre rilevato un incremento relativo del rischio suicidario tra i giovani sotto i 25 anni.

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