La tecnologia abbraccia l’industria, e guarda alla Difesa nella logica del “dual use”. Il termine dual use, o duplice uso, indica una tecnologia, un prodotto, un software o una conoscenza che può essere utilizzata sia per scopi civili sia per scopi militari. Il 16 ottobre è stato inaugurato a Villa Saporiti, a Como, Volta B1, il primo computer quantistico d’Italia che applica la tecnica del quantum annealing, da oltre 4.400 qubit (le unità fondamentali di elaborazione dell’informazione quantistica). Il quantum annealing utilizza un processo fisico quantistico per cercare configurazioni che minimizzino un costo matematico, per esempio la distanza complessiva percorsa o il consumo di risorse. Il problema deve essere tradotto in una forma compatibile con il sistema.
L’appuntamento è giunto a conclusione del Digital Innovation Forum, che si è tenuto a Villa Erba, a Cernobbio, e in occasione del quale D-Wave aveva annunciato l’arrivo in Lombardia del sistema Advantage2. La cerimonia, promossa da Q-Alliance e dal titolo “Quantum per l’Italia”, rientra nelle celebrazioni per il bicentenario della morte di Alessandro Volta. Finanziato da Swiss Quantum Technology (SQT), il sistema fornirà a ricercatori, università e imprese europee l’accesso a una tecnologia quantistica di livello produttivo, disponibile anche tramite il servizio cloud Leap.
Crosetto: «La tecnologia è potere»
«La tecnologia è potere», ha ricordato il ministro della Difesa Guido Crosetto. «E il futuro della sicurezza nazionale – ha aggiunto – passa anche dal quantum. L’Italia deve essere protagonista della rivoluzione tecnologica, non spettatrice. Oggi la forza di una Nazione si misura anche nella capacità di sviluppare tecnologie, governare dati e trasformare la conoscenza in capacità concrete. Abbiamo eccellenze nella ricerca, nell’industria e nella Difesa. La sfida è metterle a sistema, unendo competenze e accelerando l’innovazione. È questa la forza del dual-use: un circuito in cui ricerca, industria e Difesa si rafforzano reciprocamente. Vogliamo dipendere dalle tecnologie degli altri o contribuire a costruire quelle di domani? – si è chiesto Crosetto -. La sovranità di una Nazione passa anche dalla sua capacità di innovare», ha concluso il responsabile della Difesa.












