Storie Web lunedì, Ottobre 19

Dare un impulso alla digitalizzazione delle micro e piccole imprese, degli studi professionali e degli enti del Terzo settore tramite un contributo diretto, semplice e pluriennale. È l’obiettivo che si pone Investo Digitale, l’incentivo proposto al governo per la prossima legge di Bilancio da Assosoftware, AIIP, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. L’iniziativa riguarda software, cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza e finanzia, oltre all’acquisto, anche implementazione, formazione e consulenza. Secondo i promotori, infatti, gli strumenti già esistenti si sono finora concentrati soprattutto sui beni materiali e risultano spesso troppo complessi per le realtà meno strutturate.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I costi dell’innovazione

L’idea di Investo Digitale nasce per rispondere alla necessità delle PMI italiane di raccogliere il capitale necessario per investire nel digitale. Un’indagine dell’Istituto Piepoli su 1.232 aziende tra i due e i 99 addetti mostra che per il 56% delle imprese i primi ostacoli sono proprio i costi elevati e la mancanza di incentivi. Il 76% afferma poi che utilizzerebbe un voucher pubblico, qualora venisse erogato con procedure semplici e con sconto o addebito diretto dal fornitore. Una percentuale che sale al 94% tra le aziende associate. Il 70%, infine, ritiene che Investo Digitale farebbe concretamente la differenza per la propria competitività nell’arco di tre anni.

Tra le priorità di investimento delle imprese intervistate figurano intelligenza artificiale e automazione dei processi (30%), software gestionale ERP (20%) e software amministrativo/contabile (11%). I principali benefici che le imprese si aspettano di trarre dall’incentivo, invece, sono il risparmio di tempo (22%), la riduzione dei costi operativi (21%) e l’aumento della produttività (19%).

L’effetto dell’incentivo

Investo Digitale mira a diventare una politica orizzontale capace di incrementare la produttività dell’intero sistema economico e si basa su un impegno di risorse pubbliche nell’arco di un triennio. Secondo le stime dei promotori, il contributo potrebbe raggiungere 578.496 beneficiari e attivare 6,48 miliardi di euro di investimenti, con un effetto leva di 1,79 euro per ogni euro pubblico.

Nello scenario centrale la produttività delle imprese coinvolte aumenterebbe tra il 2,8% e il 3,7%, con un impatto cumulato sul Pil tra lo 0,45 e lo 0,65 per cento, mentre nello scenario di attuazione accelerata l’effetto potrebbe raggiungere lo 0,75-0,95% del PIL.

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