Tornano a crescere i prezzi del petrolio, dopo gli ultimi attacchi delle forze statunitensi nella zona dello stretto di Hormuz. Le quotazioni del Brent con consegna a luglio tornano sui 99 dollari al barile, dopo aver toccato quota 100 nel corso della mattinata, e quelle del Wti si riportano attorno ai 92 dollari al barile, su livelli superiori a quelli di ieri ma ben lontani dai prezzi della scorsa settimana. Prosegue in territorio negativo la seduta sulle principali Borse europee, con l’unica eccezione di Londra, ieri chiusa e oggi in progresso di circa lo 0,6%. Tra gli investitori prevale l’incertezza sulle sorti del conflitto in Medio Oriente. Dopo il record storico di ieri Milano cede circa lo 0,2%, più pesanti Francoforte e Parigi, che cede circa un punto percentuale. A Piazza Affari giù di oltre il 6% il titolo Ferrari dopo la presentazione di Luce, la prima “rossa” tutta elettrica. Cedono terreno anche i titoli del lusso; in controtendenza i petroliferi come Saipem. In ordine sparso le borse asiatiche: debole il Nikkei di Tokyo, che chiude a -0,29% dopo il record storico toccato nella seduta precedente, poco sotto la parità Hong Kong e Shanghai, mentre avanza ancora sui nuovi massimi il Kospi sudcoreano, in progresso di oltre due punti percentuali e mezzo. Positivi invece i future sui principali indici di Wall Street, che ieri è rimasta chiusa per la Giornata della memoria.
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