Storie Web domenica, Aprile 19

“No alla guerra”. Poche parole, semplici ma pesanti, aprono l’intervento di Elly Schlein al vertice della Global Progressive Mobilization di Barcellona. Davanti a una platea che vede in prima fila il premier spagnolo Pedro Sánchez e il presidente brasiliano Lula, la segretaria del Partito Democratico ha delineato la ricetta per una “nuova forza tranquilla” capace di contrastare l’avanzata delle destre nel mondo.

L’attacco ai nazionalismi

Secondo Schlein, il tempo dei nazionalisti è scaduto. La leader del PD non ha usato mezzi termini nel definire l’operato delle destre globali: “Stanno infiammando il mondo con guerre, dazi e caos”. Al contrario, l’agenda progressista deve puntare su pace, protezione sociale e lotta alle disuguaglianze. Un modello che, a suo dire, la Spagna di Sánchez ha già dimostrato essere vincente, riuscendo a tutelare i salari nonostante la crisi energetica.

Salario minimo e indipendenza tecnologica

Il discorso si è poi spostato sui temi economici e sull’innovazione. Schlein ha invocato una vera indipendenza tecnologica per l’Europa, lanciando una stoccata ai grandi magnati e ai leader conservatori: “Elon Musk si arricchisce mentre Trump e Meloni bloccano il salario minimo”. Il diritto, ha sottolineato con forza, non deve piegarsi alla forza.

Politica estera e riforme

Non sono mancati i riferimenti all’attualità italiana e internazionale. Sulla possibile partecipazione dell’Italia a una missione nello Stretto di Hormuz, la segretaria ha posto una condizione ferma: “Manca la precondizione, che è un accordo di pace. Non basta una tregua fragile”.

Infine, un passaggio sul recente referendum costituzionale in Italia. Schlein ha rivendicato la vittoria del “No”, attribuendone il merito ai giovani e invitando la politica ad ascoltare le loro speranze per costruire una proposta progressista che sappia rispondere ai bisogni reali delle persone, in Italia come nel resto del mondo.

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