
Male il quarto trimestre, male l’intero 2025. Per il meccanotessile italiano, 300 aziende e 12500 addetti, la raccolta ordini si riduce del 36% nel periodo ottobre-dicembre, riflettendo un contesto di mercato internazionale ancora complesso. Calo che ha interessato sia il mercato interno (-50%) sia quello estero (-34%), che rappresenta il business prioritario di questa categoria di impiantistica (1,8 miliardi venduti oltreconfine su 2,1 di produzione nel 2024).
Negativo anche il confronto di breve periodo: in rapporto al trimestre precedente (luglio-settembre 2025), la raccolta totale degli ordini è diminuita infatti del 25%. Volumi che si confermano limitati anche nel confronto storico, con l’indice delle commesse nel periodo ottobre-dicembre 2025 ad attestarsi si a 31,5 punti (base 2021=100). In Italia l’indice ha raggiunto 28,4 punti, mentre sui mercati esteri si è attestato a 31,9 punti.
Nel complesso dell’intero 2025 la raccolta ordini per le aziende del comparto è risultata in diminuzione del 22% rispetto all’anno precedente (-28% sul mercato interno e -21% su quello estero). A fine 2025, il portafoglio ordini garantisce un carico di lavoro pari a circa 2,9 mesi.
Dal punto di vista dei comparti, è la filatura che mostra segnali relativamente più dinamici. Le previsioni per il primo trimestre 2026 indicano ancora cautela, pur con una quota di imprese che prevede stabilità o miglioramento rispetto al trimestre precedente.
«Il contesto – commenta Marco Salvadè, presidente dell’associazione di categoria Acimit – resta sfidante per i nostri costruttori, ma i dati relativi all’export italiano dei primi dieci mesi del 2025 mostrano anche segnali incoraggianti. In particolare, la crescita del 46,7% registrata in India, oggi nostro primo mercato di sbocco, conferma come la tecnologia italiana continui ad essere un punto di riferimento nei Paesi a maggiore potenziale. È su innovazione, qualità e presidio dei mercati strategici che costruiremo la ripresa del settore».











