Storie Web venerdì, Agosto 14

Un’altra intensa ondata di calore, la quinta da maggio, stringe l’Europa in una morsa, in quella che sarà ricordata come una delle estati più torride di sempre. 

Quasi nessun Paese del Continente è stato risparmiato dalle temperature altissime che si prevede restino tali almeno fino al fine settimana. 

 

In Spagna il servizio meteorologico nazionale, ha previsto che il termometro si manterrà generalmente al di sopra dei 35 gradi anche oggi, con punte di 42 gradi in alcune zone del sud e del nord-est. 

In Francia Me’te’o-France annuncia un picco nella parte occidentale del Paese per oggi, con tempeIn Germania, il Deutscher Wetterdienst, il servizio meteorologico nazionale, prevede temperature fino a 38 gradi nei prossimi giorni, soprattutto nell’ovest e nel sud-ovest tra oggi e domani. 

In Polonia, l’Istituto di Meteorologia ha comunicato che domenica le temperature potrebbero raggiungere i 37 gradi in alcune regioni occidentali, centrali e settentrionali. 

Oltre 80 dipartimenti restano in allerta arancione almeno fino ad oggi, mentre gli incendi non sono ancora del tutto sotto controllo nel Pas-de-Calais.
In alcune zone della Gran Bretagna, che registra il primo anno nella storia delle rilevazioni meteo in cui per 4 giorni consecutivi il termometro ha superato i 36 gradi, le temperature potrebbero raggiungere i 38 gradi. 

L’allerta per il caldo estremo era inizialmente destinata ad alcune zone delle Midlands occidentali e orientali, all’Inghilterra orientale e sud-orientale, allo Yorkshire e all’Humber, oltre che alla Grande Londra. Il Met Office ha esteso la previsione includendo aree del nord-ovest, tra cui la Greater Manchester e il Cheshire. I servizio metereologico britannico afferma che l’estate sarà probabilmente la più calda mai registrata in termini di temperatura media, superando il record stabilito lo scorso anno. Inoltre, almeno una ventina di incendi stanno interessando il centro e il sud del Regno Unito.
 

Germania, fiume Reno in secca, 14 agosto 2026 (Afp)

Complessivamente, secondo un calcolo effettuato dall’AFP, si prevede che oltre 135 milioni di persone in tutta Europa si troveranno ad affrontare temperature superiori ai 35 gradi.
Molti governi hanno lanciato l’allarme sull’aumento dei costi legato alle temperature estreme di quest’estate. La ministra francese dell’ambiente, Monique Barbut, ha dichiarato che le ondate di calore potrebbero costare al Paese dai 10 ai 15 miliardi di euro. In alcune regioni vinicole francesi è allarme per la vendemmia, che potrebbe essere anticipata a causa del caldo che può causare una maturazione precoce dell’uva e alterarne il contenuto zuccherino.  

 

La Romania ferma la centrale nucleare di Cernavoda per il basso livello dell’acqua del Danubio

Stop completo dell’unica centrale nucleare della Romania a causa del basso livello del Danubio per l’ondata di caldo. 

La compagnia elettrica nazionale rumena, Nuclearelectrica, ha annunciato in un comunicato di aver avviato le procedure di arresto dell’Unità 2 della centrale nucleare di Cernavoda a causa del “calo del livello dell’acqua del Danubio”, che contribuisce al suo raffreddamento. Secondo quanto comunicato ai media locali dalla centrale, che aveva già spento uno dei suoi due reattori alla fine di luglio e che solitamente fornisce un quinto della produzione totale di energia elettrica del Paese, l’arresto completo è previsto intorno a mezzogiorno ora locale, per la prima volta dalla siccità del 2003.
 

 

Roghi in tutta Europa 

In Croazia violento incendio su costa, decine i feriti e mille evacuati

Un violento incendio boschivo ha investito nella notte diverse zone residenziali della costa croata, provocando almeno 19 feriti, alcuni dei quali gravi, e ingenti danni. Circa mille persone, tra turisti e residenti, sono state accolte in un centro di emergenza dopo essere state evacuate.
L’incendio è scoppiato ieri sera a Lokva Rogoznica e, alimentato da forti raffiche di vento, ha inizialmente devastato pinete e vegetazione per poi raggiungere le abitazioni della localita’ turistica e propagarsi per diversi chilometri verso Omis. “Al momento 19 persone sono rimaste ferite, alcune gravemente”, ha dichiarato alla radio nazionale il comandante dei vigili del fuoco croati, Slavko Tucakovic. Diversi pompieri sono rimasti intossicati dal fumo.
Quasi 300 vigili del fuoco con 93 mezzi sono stati dispiegati durante la notte, ma la rapidità di propagazione delle fiamme ha reso difficili le operazioni. 

 

In Francia il fuoco distrugge 1.100 ettari, utilizzato maxi elicottero australiano

L’incendio che divampa da ieri in Francia, nelle Lande (sud-ovest) ha già distrutto 1.100 ettari di territorio, essenzialmente pinete. Cinquecento persone sono state evacuate ma non ci sono danni gravi alle persone e alle case, secondo quanto si apprende dai pompieri.

Nell’ovest della Germania: 1.800 evacuati

Circa 1.800 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni nella notte tra giovedì e venerdì a causa di un incendio che ha interessato circa 25 ettari nel comune di Hurtgenwald, nell’ovest della Germania, vicino al confine con il Belgio.

Almeno 12 incendi boschivi ancora attivi in Albania

Il ministero della Difesa dell’Albania ha riferito che nel Paese sono ancora attivi dodici incendi boschivi. “Dodici incendi boschivi sono ancora attivi sul territorio nazionale. Complessivamente sono stati registrati 45 incendi”, si legge nel comunicato del ministero. Nelle operazioni di contrasto agli incendi sono stati impegnati 839 vigili del fuoco, 167 militari, tre elicotteri e due aerei Air Tractor, ha precisato il comunicato.

 

Glaciologo Huss: verso il secondo scioglimento glaciale più intenso mai registrato

Decine di piccoli ghiacciai svizzeri rischiano di sparire completamente dai radar quest’estate. L’allarme lo lancia l’esperto in materia Matthias Huss, secondo cui il 2026 rischia di essere uno degli anni più drammatici dall’inizio delle rilevazioni per quanto riguarda lo scioglimento.
“Ci stiamo incamminando verso il secondo scioglimento glaciale più intenso mai registrato”, ha dichiarato il glaciologo a Keystone-ATS. Secondo Huss, a essere vulnerabili sono soprattutto i più piccoli: la sua previsione è che molti scompariranno del tutto.
Al momento è comunque difficile fornire numeri precisi. La stima è che 20-30 potrebbero perdere per sempre quel che resta delle loro, una volta perenni, nevi.
Sembra non aver superato l’estate ad esempio il piccolo ghiacciaio della Bella Tola, in Vallese, una notizia che ha suscitato parecchio scalpore negli scorsi giorni. Il quotidiano “Le Nouvelliste” ha infatti riferito della sua scomparsa dopo che alcuni escursionisti hanno inviato alla redazione delle foto.

 

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