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Il sostegno governativo all’agricoltura è aumentato di 121 miliardi di dollari – quasi il 15% – tra il 2023 e il 2025, toccando in media gli 885 miliardi di dollari l’anno nel biennio. Parola di Ocse, che in un rapporto molto dettagliato presentato alla stampa, accende un faro sui danni arrecati da un sistema di aiuti a pioggia, servito più per tamponare emergenze e fornire risposte a breve termine, che per creare una forma di sostegno duratura e strutturale .

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Più risorse non significa sempre risultati migliori», ha esordito il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, durante la presentazione. Infatti quasi la metà dei fondi messi a disposizione si è trasformato in misure distorsive della produzione e del commercio, alterando i prezzi di mercato.

Nei Paesi Ocse Governi assistenzialisti

Nei 56 Paesi coperti, il sostegno al comparto è passato dal 17,6% al 19,1% del valore della produzione agricola tra il 2023 e il 2025. In molte economie emergenti, il sostegno è arrivato principalmente attraverso politiche che hanno mantenuto i prezzi agricoli interni sopra i prezzi mondiali – meccanismo che isola i mercati interni per proteggerli da shock esterni – mentre i Paesi Ocse si sono affidati maggiormente alla spesa diretta del Governo, inclusa l’assistenza d’emergenza in caso di disastri.

Costi per 204 miliardi di dollari

Ora i consumatori stanno sostenendo una quota significativa dei costi attraverso l’aumento dei prezzi degli alimenti nei Paesi coinvolti.

«Le politiche che hanno mantenuto i prezzi interni degli alimenti sopra i livelli internazionali, hanno portato a un costo netto stimato per i consumatori di 204 miliardi di dollari all’anno durante il 2023-25, poiché i costi aggiuntivi derivanti dall’aumento dei prezzi alimentari hanno superato l’assistenza di bilancio ai consumatori», spiega Cormann.

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