Re Filippo del Belgio sta valutando le dimissioni del “suo” primo ministro Bart De Wever e si è appellato al senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte. Lo ha annunciato il Palazzo reale di Bruxelles in un comunicato, dopo un’udienza di un’ora e mezza tra il re e il premier. Dopo l’incontro, il sovrano ha deciso di comunicare i prossimi passi: ha infatti deciso di congelare le dimissioni di De Wever, per vedere se è possibile un accordo al fotofinish.
La crisi sulla legge di bilancio
“Il primo ministro ha offerto le sue dimissioni in seguito al fallimento delle trattative sul bilancio. Il re sta valutando la sua decisione e si consulterà con i leader dei partiti di maggioranza a partire da domani” si legge nel comunicato del Palazzo reale. Il Consiglio dei ministri ristretto (“Kern”) non è infatti riuscito, in nottata, a raggiungere un accordo sul bilancio federale 2027 né sull’obiettivo di un risanamento da 10 miliardi di euro entro il 2029.
Re Filippo del Belgio,Bruxelles,Belgio,05092026 (ipa)
La destra lamenta troppe tasse
Quello che si produce oggi è l’esito di un lungo percorso di crisi che ha interessato la coalizione “Arizona” – rappresentata dal Mouvement Réformateur (MR), liberali di centrodestra, della famiglia europea di Renew; e dal centrosinistra di Vooruit e del partito Les Engagés –, incapace di trovare un accordo sulla legge di bilancio per il prossimo anno.
Mentre l’opposizione critica duramente l’ammissione di fallimento del governo, il secondo partito di maggioranza, l’MR appunto, tramite il suo vice primo ministro, David Clarinval, sostiene che “il volume di tasse sul tavolo resta decisamente troppo elevato”. Secondo Clarinval, “rifiutarsi di attuare riforme concrete per ridurre la spesa pubblica condanna il Paese ad accumulare un deficit sempre maggiore, che le imposte non sono più in grado di colmare”.
Deficit e debito troppo alti
Se quindi la destra lamenta “troppe tasse”, sul fronte della sinistra si insiste invece su un contributo maggiore da parte delle classi più abbienti, di chi ha “le spalle più larghe”. Il Belgio ha un deficit pari al 5% e un debito che si aggira attorno al 110% del Pil ed è costretto ad una severa procedura di rientro, secondo le regole del Patto di stabilità.
Parlamento Belgio (ansa)
L’appello dei Cristiano-democratici: “Non gettare la spugna”
All’interno del governo, il partito dei Cristiano-democratici fiamminghi (CD&V) esorta a non gettare la spugna. “Il nostro Paese non ha tempo da perdere. Tutti i partner devono rendersi conto della gravità della situazione e riprendere le discussioni al più presto”, ha auspicato un esponente dei Cristiano-democratici. “Un’eventuale crisi di governo non risolverebbe alcun problema; al contrario, rischierebbe di crearne di nuovi”.
Stessi auspici vengono dal Palazzo reale, che ha espresso anche rammarico per il mancato raggiungimento di un accordo su un bilancio credibile e in linea con le sfide attuali. “In un contesto di grande incertezza geopolitica e di significative difficoltà economiche, il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata” riporta il quotidiano belga De Morgen.
Da domani le consultazioni
Il re ha fatto appello al senso di responsabilità di tutti e ha invitato le parti coinvolte a dare priorità all’interesse pubblico e alla disponibilità al compromesso. A quanto si apprende, il re Filippo I, dopo aver congelato le dimissioni del premier De Wever, avvierà le consultazioni con i vari leader di maggioranza questa settimana per consultarsi di nuovo col primo ministro venerdì. Domani, il Re riceverà Yvan Verougstraete (Les Engagés) e Sammy Mahdi (CD&V). Il giorno seguente, si intratterrà con Conner Rousseau (Vooruit) e successivamente con Georges-Louis Bouchez (MR). Giovedì, il re riceverà la presidente della N-VA, Valerie Van Peel, per poi consultarsi venerdì con Bart De Wever (N-VA).
Il Palazzo Reale di Bruxelles (AFP)













