Slitta ancora il varo del decreto Bollette, il provvedimento con cui l’esecutivo – al termine di una complessa interlocuzione con Bruxelles – intende introdurre un tetto al prezzo del gas per contenere i costi di luce e gas a carico di famiglie e imprese. A distanza di sette giorni dal primo stop, il Consiglio dei ministri non ha sciolto i nodi rimasti aperti: l’obiettivo dichiarato è chiudere la partita lunedì, ma i tempi restano stretti e non privi di incertezze tecniche e politiche.
La fumata grigia è stata accompagnata da un iniziale disallineamento comunicativo: mentre fonti governative addebitavano il ritardo alla necessità di delibere tecniche da parte di Arera, la nota ufficiale di Palazzo Chigi ha poi motivato il rinvio con “un’ulteriore interlocuzione con l’Ue” e le “conseguenti verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze”.
Gilberto Pichetto Fratin ministro dell’ambiente durante l’evento “Arpa Piemonte. Da 30 anni al fianco dell’ambiente” presso la sede Arpa in via pio VII a Torino, 17_04_2026 (ANSA)
Il rebus tecnico: Mase, Arera e Ragioneria
Durante la seduta del Cdm, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto ha illustrato il provvedimento, che per il Mase risulta ormai definito. Il meccanismo prevede la fissazione di un price cap sul gas impiegato nella produzione di energia elettrica, con un sistema di rimborsi ai produttori per coprire il differenziale rispetto ai valori di mercato, la cui entità deve essere calcolata dall’Autorità di regolazione.
La Ragioneria Generale dello Stato ha richiesto approfondimenti sull’allineamento temporale tra la copertura finanziaria e l’effettivo impiego dei fondi. Da ambienti vicini ad Arera si smentiscono ritardi di competenza, segnalando piuttosto l’inserimento di un nuovo articolo relativo al tetto del gas che richiede tempi tecnici di analisi.
Parallelamente, il decreto ha registrato tensioni nel mondo industriale: Elettricità Futura ha contestato sia il tetto al gas sia il contributo straordinario da 700 milioni chiesto al settore energetico in manovra. Un fronte su cui ha pesato l’incontro alla vigilia tra la premier Giorgia Meloni e il leader di Confindustria Emanuele Orsini, che ha parlato di “primo passo” e di “grande sacrificio dei produttori”.
Arera (Arera.it)
Il blitz sulle nomine: Consob e Anac alla Lega
Se il dossier energia resta in stallo, il Cdm ha invece impresso un’accelerazione decisa sul fronte delle nomine istituzionali, assegnando due poltrone chiave a figure organiche alla Lega. Il deputato Giulio Centemero è stato designato componente della Consob, mentre Trifone ‘Nuccio’ Altieri è stato indicato come nuovo presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), dove Giuseppe Busia rimarrà in carica fino al completamento dell’iter formale.
Le designazioni hanno scatenato la dura reazione delle opposizioni parlamentari. Per Angelo Bonelli (Avs), la scelta di Centemero – ex tesoriere leghista e capogruppo in commissione Finanze – “è un fatto di una gravità inaudita che supera ogni limite” rispetto ai requisiti di indipendenza previsti dalla legge. Il Partito Democratico denuncia la lottizzazione dell’Anac con Altieri (già responsabile Difesa del Carroccio e nel cda di Leonardo), accusando l’esecutivo di “piegare un’istituzione di garanzia alle logiche di partito”, mentre Carlo Calenda definisce le nomine “oltre la lottizzazione, una vergogna”.
Gli altri fronti: Veneto e aiuti a Kiev
La riunione ha registrato anche passaggi politici delicati all’interno della maggioranza: il governo ha formalizzato l’impugnativa contro la legge regionale del Veneto sul fine vita, promossa dall’amministrazione guidata dal leghista Luca Zaia. Sul versante della politica estera, a fare da contraltare ai successi del Carroccio sulle nomine è giunto l’annuncio del ministro della Difesa Guido Crosetto sul via libera a un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina, dossier costantemente monitorato dal Quirinale.
L’esecutivo punta ora alla riunione di lunedì prossimo per licenziare il testo sulle bollette insieme al decreto Infrastrutture promosso da Matteo Salvini, tentando di archiviare una settimana segnata da tensioni interne e rilievi tecnici.













